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RDT: Ionio Cosentino, discarica a cielo aperto. Rifiuti speciali in arrivo

Il nostro territorio continua ad essere sotto continuo l’attacco di speculatori. Mentre a stento cittadini delle varie località ioniche, da Cassano allo Jonio a Cariati, stanno tentando di risollevare le sorti di un territorio in crisi nonostante le enormi risorse di cui dispone, sta per andare in porto un progetto che ne affosserebbe definitivamente l’economia ed il turismo: una discarica di rifiuti speciali. Appuriamo infatti che, nonostante le numerose denunce ed irregolarità, lo scellerato progetto della discarica di Scala Coeli-Cariati rischia di andare realmente in porto. [ » ]

Ponte sullo Stretto, ecco perché è anti-economico – Esclusa dalle azioni prioritarie dell’Ue, in base alla nuova politica di finanziamento delle infrastrutture europee, l’opera non sarebbe appetibile per il sistema dei Project Bonds all’esame della Commissione

Il Governo viene chiamato da più parti a fare chiarezza sulla sorte del Ponte e sul ventilato definanziamento. Il Governatore della Sicilia Lombardo, rientrato dall’incontro straordinario del 26 gennaio scorso a Roma con Monti (19 i punti all’ordine del giorno a seguito degli scioperi e delle proteste in Sicilia) dichiarava: Il Governo “ci ha detto che nell’ultima riunione del Cipe non c’è stato alcun definanziamento dei fondi per il ponte sullo Stretto di Messina e che si attende l’ok della Valutazione di impatto ambientale per reperire le risorse”. [ » ]

Consumo di suolo. Wwf e Fai: “L’Italia scompare sotto il cemento”

È il mal di cemento la malattia peggiore che affligge il nostro paese. 75 ettari al giorno vengono fagocitati da lingue di asfalto, sommersi da colate di cemento. 600mila ettari di suolo sono scomparsi così negli ultimi cinquant’anni, altrettanti rischiano di fare la stessa fine nei prossimi venti. I dati, allarmanti, vengono dal dossier di Fai e Wwf “Terra rubata – Viaggio nell’Italia che scompare”. La ricerca è stata condotta su 11 regioni italiane, corrispondenti al 44% della superficie totale. È così emerso che in queste zone l’area urbana è aumentata del 350 per cento nell’ultimo mezzo secolo, con una crescita media di oltre 33 ettari al giorno e quasi 370 metri quadri a persona. [ » ]

Le talpe della ‘ndrangheta arrivano fin dentro la guardia di finanza

Nell’inchiesta coordinata da Ilda Boccassini sulla ‘ndrangheta era emerso un quadro inquietante riguardanti una serie di “talpe” all’interno delle istituzioni che avrebbero rivelato informazioni su indagini in corso agli esponenti della criminalità organizzata. Ieri nuovi arresti, fra cui tre uomini della Guardia di Finanza che avrebbero incassato 40mila euro dal clan per chiudere un occhio sui controlli delle macchinette videopoker. Una presenza, quelle delle talpe, che è costante nelle carte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. [ » ]

La mafia di Ariola, Antonio Altamura indicato “capo società” – La cosca teneva sotto controllo gli appalti pubblici e boschivi, praticava estorsioni e all’occorrenza agiva in maniera spietata – Nell’inchiesta tratteggiato il potere degli Emanuele e la brutale esecuzione dei fratelli Loielo

VIBO VALENTIA – Rappresenta uno spaccato delle dinamiche criminali sviluppatesi nel “locale di Ariola”, dal 1980 ad oggi, l’inchiesta “Luce nel bosco”. La frazione di Gerocarne sarebbe stata infatti sede della ‘ndrina dei Loielo, con accanto gli Altamura. “Capo società” viene indicato Antonio Altamura, 66 anni, di Ariola, già coinvolto nell’inchiesta “Crimine” e nell’omicidio del parrucchiere di Acquaro, Placido Scaramozzino. Accanto a lui avrebbe operato Nazzareno Altamura, 47 anni, mentre il 42enne Michele Altamura, già assessore e poi sindaco di Gerocarne, avvalendosi del ruolo istituzionale avrebbe offerto – secondo il gip – il proprio supporto al gruppo mafioso. [ » ]

La mafia di Ariola, nei boschi delle Serre affari e feroci faide – Negli anni consumate vere e proprie guerre fra i gruppi contrapposti: sanguinari gli scontri dei Loielo con i Maiolo e poi con gli Emanuele – Nel 1989 l’agguato a Vincenzo Loielo (’47) segna l’inizio delle ostilità caratterizzate da omicidi e stragi

VIBO VALENTIA – Un locale di ‘ndrangheta caldo quello dell’Ariola dove, negli anni, allo scontro dei gruppi Loielo e Maiolo è seguito quello che ha visto contrapposti – dopo un periodo di calma apparente – ancora i Loielo e gli Emanuele, che hanno preso il sopravvento. Nella sua ultra trentennale storia il locale di ‘ndrangheta dell’Ariola – la cui esistenza si fa risalire al 1970 – retto dal 1986 da Antonio Altamura, 65 anni, ha dovuto fare i conti con una serie impressionante di omicidi, compiuti in modo brutale, quasi primitivo. [ » ]

Reggio Calabria, arrivano tre commissari per verificare infiltrazioni mafiose al Comune – Per almeno tre mesi, il viceprefetto Valerio Valenti, il dirigente del ministero dell’Interno Teresa Pace e l’ufficiale delle Fiamme Gialle Michele Donega passeranno ai raggi X Palazzo San Giorgio

REGGIO CALABRIA – Un viceprefetto, un funzionario del ministero dell’Interno e un ufficiale delle Fiamme gialle. Sono i tre commissari nominati questo pomeriggio per verificare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa al Comune di Reggio Calabria. Il viceprefetto Valerio Valenti, il dirigente di seconda fascia dell’amministrazione civile del ministero dell’Interno Teresa Pace e l’ufficiale della Guardia di Finanza Michele Donega passeranno ai raggi X Palazzo San Giorgio. Gli accertamenti al Comune di Reggio avranno durata di tre mesi prorogabili nel caso in cui il lavoro dei commissari non si dovesse concludere entro la metà di aprile. [ » ]

Operazione Reale-Ippocrate: falsi certificati per aiutare i boss – Sei arrestati, anche medici in manette

REGGIO CALABRIA – Per evitare il carcere il boss Giuseppe Pelle di San Luca si è finto “pazzo” e “depresso”. Patologie diagnosticate da medici compiacenti che gli fornivano falsi certificati che attestavano la “incompatibilità” del capo cosca con il regime carcerario. La “depressione maggiore” era recitata ad arte e guarda caso si manifestava sempre quando di turno al 118 di Locri c’era il medico Francesco Moro, sempre pronto ad assecondare le richieste del boss. C’era però una complicità in rete che garantiva a Giuseppe Pelle la possibilità di evitare il carcere. Era composta da un altro medico [ » ]

Il calciatore “suicida”, interrogato Padovano – Riparte l’inchiesta sulla morte del centrocampista Denis Bergamini avvenuta nel novembre 1989. Dai pm l’ex attaccante della Juve – Il centravanti, condannato per droga nel 2011, divideva la stanza con il compagno di squadra rossoblù

COSENZA – Il calciatore “suicidato” aveva il corpo d’atleta e gli occhi da bambino. Quella sua aria da bravo ragazzo, l’ostentata timidezza e le tante prodezze compiute in campo ne avevano fatto un idolo delle teenagers. Donato Bergamini era il più forte e amato centrocampista del Cosenza calcio. Giocava con autorevolezza, dribblava gli avversari con facilità e sfoderava una tecnica da fuoriclasse. La serie B gli stava stretta. Nessuno, fino alla sera di sabato 18 novembre 1989, avrebbe mai pensato che coltivasse il desiderio di farla finita. Di togliersi la vita. Nessuno, tra i tifosi, ha mai creduto che si fosse lanciato volontariamente sotto un camion che stava percorrendo la Statale 106 ionica. [ » ]

A Reggio, in arrivo la Commissione di accesso agli atti – Chiesta per far luce su eventuali condizionamenti mafiosi dell’attività amministrativa comunale

REGGIO CALABRIA – L’ombra del ritorno, dopo vent’anni, della commissione di Accesso agli atti al Comune di Reggio Calabria si fa sempre più cupa. Pare infatti che la relazione del Prefetto Luigi Varratta, avente ad oggetto l’ultimo triennio di amministrazione comunale dunque Scopelliti – Raffa – Arena a palazzo San Giorgio, abbia convinto il Viminale circa la sussistenza di gravi fatti per cui si renderebbe necessaria la nomina della commissione per fare luce e approfondire, in chiave preventiva, su eventuali condizionamenti mafiosi dell’attività amministrativa comunale. La stagione buia del Comune reggino, dunque, non accenna a terminare, anzì potrebbe riservare una ulteriore e pagina qualora dovesse intervenire, al momento solo un’ipotesi, lo scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose con decreto del Consiglio dei Ministri. [ » ]