REGGIO CALABRIA – La Reggina ha fatto il miracolo. Nonostante la penalizzazione di 11 punti, i calabresi, vincendo contro il Milan, hanno conquistato una salvezza che ai più sembrava un’utopia.
Al punto che la permanenza in A è diventata più di una festa scudetto, con la squadra portata in trionfo e il pullman scoperto, diventato ormai un must dopo la passerella romana degli azzurri campioni del mondo, a raccogliere gli applausi in una città invasa dai caroselli delle auto.
La truppa di Walter Mazzarri, vero artefice di questa impresa, ha fatto un campionato che ben pochi avrebbero pronosticato ad inizio stagione totalizzando sul campo 51 punti (un risultato storico per la società calabrese) nonostante alla fine, in classifica, siano “solo” 40. Una soglia, comunque, sufficiente a restare nel calcio che conta per il sesto anno consecutivo, l’ ottavo complessivo dopo un anno di intervallo.
Il “dramma” sportivo della Reggina comincia l’estate scorsa, quando esplode il caso di calciopoli.
La società viene deferita dal procuratore della federcalcio, Stefano Palazzi, che ad agosto chiede alla Caf la retrocessione in serie B e una penalizzazione di 15 punti per illecito sportivo e per ”responsabilità presunte” nella violazione dell’ articolo 6 (lealtà sportiva).
La Caf, invece, lascia la Reggina in A, ma con una penalizzazione di 15 punti. Sentenza confermata, sempre ad agosto, dalla Corte federale, nonostante il presidente Lillo Foti continui a proclamare l’innocenza della sua società.
E con questo pesante handicap, Mazzarri ed i suoi ragazzi cominciano l’avventura lanciando un avvertimento a tutte le altre: ”Nonostante tutto non partiamo battuti”.
L’avvio di campionato è in salita, con due sconfitte esterne (Palermo e Messina) nelle prime tre giornate. La squadra, però, col passare delle giornate si assesta e alla sesta giornata si prende il lusso di battere la Roma.
Poi arrivano i successi con il Parma e, in trasferta, con il Siena, risultati che alla fine si riveleranno decisivi per la conquista della salvezza.
La vittoria a Siena, all’undicesima giornata, il 12 novembre, segna l’azzeramento della penalizzazione.
Gli amaranto, un mese dopo faranno un balzo avanti in classifica pur senza giocare: l’arbitrato del Coni, infatti, riduce la penalizzazione da 15 a 11 punti.
Non mancano, in questa fase, le proteste dei calabresi per presunti torti arbitrali che portano Mazzarri a lamentare la mancanza di almeno una decina di punti alla classifica della sua squadra.
La grinta dell’allenatore toscano, al quale nei giorni scorsi il Foglio ha dedicato un ritratto di una pagina intera, tuttavia, non viene mai meno e si trasferisce, per osmosi, ai suoi giocatori.
E così, grazie anche a Bianchi ed Amoruso, la coppia d’attacco più prolifica del campionato, autori di 35 reti, gli amaranto si riprendono riuscendo ad ottenere 22 punti in trasferta con cinque vittorie (Siena, Cagliari, Torino, Catania e Ascoli) e sette pareggi, che uniti ai 26 punti centrati in casa, pur togliendo gli 11 della penalizzazione, consentono loro di centrare un obiettivo che all’inizio appariva impossibile.
“nuovacosenza.com”
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