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Fortugno, La prima udienza in Corte d’Assise a Locri è durata quasi un’ora. Si ricomincia l’11 luglio

LOCRI – Sono durate poco meno di un’ora le fasi iniziali del processo per l’omicidio del vice presidente del Consiglio Regionale, Francesco Fortugno.

Il dibattimento è iniziato mercoledì intorno alle 10 davanti alla Corte d’Assise di Locri presieduta da Olga Tarzia avendo rinunciato all’incarico il giudice Bruno Muscolo perché cognato di Valeria Buccisano, la docente che il giorno del delitto presiedeva il seggio per le primarie dell’Unione, citata come teste nel processo.

Il dibattimento, iniziato ieri, è stato rinviato al prossimo 11 luglio poiché devono essere ancora completate alcune fasi di notifiche di atti ed anche perché deve essere discussa la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dall’Azienda Sanitaria 9 di Locri di cui Fortugno era dipendente.

Insieme con la famiglia Laganà- Fortugno si sono costituiti parte civile il Comune di Locri, la Regione Calabria e l’Amministrazione Provinciale di Reggio.

Ieri in aula non erano presenti i presunti responsabili del delitto, mandanti ed esecutore materiale, collegati col palazzo di giustizia di Locri in videoconferenza. Al dibattimento non era presente nemmeno la vedova di Fortugno, la parlamentare Maria Grazia Laganà.

Imponente ma discreto il servizio di ordine pubblico disposto dalla Polizia di Stato del Commissariato di Siderno col supporto dei Carabinieri della Compagnia e del Comando Territoriale di Locri.

L’area circostante al Tribunale locrese da ieri sera era stata transennata e l’accesso ad essa consentito solo agli interessati ed agli organi d’informazione previa opportuna autorizzazione.

Fortugno venne assassinato intorno alle 17,15 di domenica 16 ottobre 2005 mentre usciva dal seggio allestito a "Palazzo Nieddu-Del Rio" dove si votava per le primarie dell’Unione.

Secondo l’accusa il mandante del delitto sarebbe Alessandro Marcianò, 55 anni, caposala dell’ospedale di Locri, il quale non avrebbe gradito il fatto che Fortugno fosse stato eletto al consiglio regionale a discapito del candidato di cui lo stesso Marcianò era grande elettore.

“Il Giornale di Calabria”

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