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6 giugno, 2007 

Inchiesta sulla massoneria: perquisite le logge di Scalea e Potenza; 24 gli indagati

POTENZA – Proseguono le indagini degli uomini della squadra mobile di Potenza e l’analisi dei documenti sequestrati tra Lombardia, Basilicata, Toscana e Lazio, in seguito alle perquisizioni disposte ieri dal pm di Potenza, Henry John Woodcock nell’ambito dell’inchiesta sulla massoneria.
Sono 24 le persone indagate – per concorso formale, associazione a delinquere e violazione della legge ”Anselmi” del 1982 sulle associazioni segrete – nell’inchiesta coordinata da Woodcock, che ha disposto la perquisizione nelle abitazioni di ognuno degli indagati, nelle sedi dell’Udc e di una societa’ immobiliare, entrambe a Livorno, di una casa di riposo a Rosignano (Livorno) e nei locali delle Logge massoniche ”Oriente” di Scalea (Cosenza), e ”Giuseppe Colorano 19” di Potenza.
Le 24 persone indagate sono: Giampiero Del Gamba, Piero Di Francesco, Mariano Gangemi, Veio Torcigliani, Gionata Bertuccelli, Luigi Maria Piazza, Mauro Lazzeri, Tiziana Giudicelli, Andrea Sirabella, Carlo Maria Baserga, Arimeno Sevignano, Gesualdo Marra, Ugo Ruggiero Rosi, Santo Mancuso, Mario Saullo, Marco Olivito, Francesco Toti, Roberto Testa, Federico Friedel Elzi, Carlo Mori, Valerio Leonardo Bitetto, Paolo Togni, Bryan Arandjelovic ed Emo Danesi.
Secondo quanto scritto nel decreto di perquisizione, sarebbero sei (Del Gamba, Lazzeri Gangemi, Bertuccelli, Piazza e Torcigliani) i promotori e organizzatori di ‘’strutture associative di tipo massonico, la cui esistenza veniva occultata dai medesimi”.
Dall’inchiesta del pm potentino emerge un quadro definito ”piuttosto allarmante”, in riferimento a ”un gruppo di persone, legate ed espressione di ambienti massonici ‘deviati’ ”, con attivita’ su tutto il territorio nazionale e all’estero, ”in particolare su affari gestiti dalla pubblica amministrazione”.
Dalle intercettazioni, in cui si parla di ”pizzo”, ”intrallazzi” e ”questioncelle”, emergono alcuni ”appalti e affari legati ad alcune strutture sanitarie convenzionate” a Livorno, ”la concessione riguardante la sorgente di acqua naturale” a Lucca, e la ”ricostruzione del nuovo porto di Genova”.
Negli atti si parla anche di una ”inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni genere e specie” e del tentativo di infiltrazione delle logge nell’arma dei Carabinieri, attraverso il coinvolgimento di alcuni militari. Nei verbali vengono tirati in ballo, dagli indagati, i nomi di esponenti politici, locali e nazionali, e di rapporti con alcune ambasciate, per cercare di ottenere incarichi di fiducia o appalti pubblici.

Commistione tra affari, politica e massoneria.
“Una inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni genere e specie”.
La frase eloquente e’ quella usata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, per descrivere le indagini sulle presunte attivita’ illecite delle logge massoniche sulle quali indaga dal 2005. Anche in questo caso il magistrato potentino ha sviluppato il lavoro investigativo partendo da un filone principale: quello che circa due anni fa porto’ in carcere, tra gli altri, il faccendiere Massimo Pizza per una truffa ai danni di alcuni imprenditori. Contro i 24 indagati il magistrato ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata a un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione.
Per raggiungere questo scopo gli indagati avrebbero promosso e partecipato associazioni segrete vietate dall’art. 18 della Costituzione, in particolare costituendo strutture associative di tipo massonico la cui esistenza e’ stata occultata. “Ovvero – aggiunge il Pm – venivano tenute segrete congiuntamente finalita’ e attivita’ sociali, rimanendo sconosciuti, in tutto o in parte, e anche reciprocamente i rispettivi soci”.
Dalle intercettazioni e dalle indagini effettuate, gli indagati non apparterrebbero a famiglie massoniche conosciute, quali il Grande Oriente d’Italia (GOI) o la Grande Loggia d’Italia degli antichi liberi accettati muratori (GLDI). Infatti le due organizzazioni create dai personaggi finiti nell’inchiesta, ovvero la Gran Loggia Unita Tradizionale (GLUT) e il Grande Oriente Universale (GOU), non hanno ottenuto il riconoscimento di quelle che sono le organizzazioni massoniche piu’ autorevoli in Italia.
Secondo gli inquirenti, le indagini hanno messo in luce un quadro “piuttosto allarmante” riferito all’attivita’ criminosa perseguita da un gruppo di persone “legate ed espressione di ambienti massonici deviati”, riconducibili a logge ‘coperte’ e cioe’ a strutture carenti di quelle caratteristiche di pubblicita’ interna ed esterna e di reciproca conoscenza tra i componenti. Secondo quanto accertato, inoltre, le logge che hanno le connotazioni di un gruppo ‘ben organizzato’ avrebbero una capacita’ operativa su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.
Per gli inquirenti potentini i soggetti coinvolti, assidui frequentatori e animatori dell’associazionismo massonico in generale, “trovano in questo contesto un ambiguo ambito privilegiato nel quale, di volta in volta, instaurare contatti, raccogliere informazioni, cementare legami, procurarsi entrature, assicurarsi appoggi e rapporti privilegiati con la Pubblica amministrazione in particolare.
Sarebbero emersi interessi sterminati che riguardano opere pubbliche, costituzioni di societa’ off shore, fino alla compravendita di istituti bancari e di lotti di idrocarburi”.
Una attivita’ che poteva godere di un articolato intreccio di relazioni con soci in affari, ex commilitoni, fratelli di logge, ex appartenenti alla P2 e compagni di partito. Intercettazioni ambientali e telefoniche, avrebbero, infatti, permesso di accertare i forti legami con gli ambienti di alcuni partiti politici in particolare.

“nuovacosenza.com”

categorie: Notizie Cosenza, cronaca, giustizia, politica

Commenti

Una risposta a “Inchiesta sulla massoneria: perquisite le logge di Scalea e Potenza; 24 gli indagati”



  1. santo mancuso 11 gennaio, 2010 15:37

    Gradirei segnalare che l’inchiesta di cui trattasi è stata dichiarata chiusa ed archiviata per “FUMOSITA’” delle congetture investigative, dunque perchè i fatti oggetto dell’indagine NON SUSSISTONO, ergo la branchia di massoneria indagata non era deviata, ma solo diversa da quelle conosciute sinora.
    Prego dunque di voler far prendere atto della assoluta innocenza dello scrivente nelle vesti di appartenente alla massoneria, di servitore dello Stato e di uomo e cittadino onesto e timorato della legge che sino a testè ha rappresentato.
    Non ci resta che aspettarci qualcosaltro….??!!??
    Dr. Santo Mancuso

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