La Calabria è interessata da una ripresa economica: nel corso del 2006 l’occupazione è cresciuta dell’1,8% raggiungendo le 615 mila unità, il tasso di occupazione è salito al 45,6% (la media italiana è prossima al 60%), la disoccupazione è scesa del 10,4% (sebbene le province di Cosenza e Vibo Valentia hanno avuto andamento opposto), è cresciuto lo stock di imprese (+1,78%) ed è lievitata leggermente la quota di export (+2,2%).
Questi indici positivi emergono chiaramente dalle anticipazioni del Rapporto sull’economia calabrese nel 2006 dal titolo “Ripresa con disagio” che verrà presentato oggi nella sede di Confindustria Cosenza nel corso di un convegno che inizierà alle 17.
L’analisi economica di Confindustria Cosenza, condotta da Rosanna Nisticò e Paolo Caputo dell’Università della Calabria, sarà illustrata nel dettaglio dalla stessa autrice e commentata dal Presidente degli Industriali Raffaele De Rango, dal Presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose, dal Presidente di Ance Cosenza Giuseppe Gaglioti, dal docente dell’Università della Calabria Giorgio Marcello, dall’Assessore regionale alle politiche comunitarie Mario Maiolo ed dal Direttore del Centro Studi Confindustria Sandro Trento.
Modererà la discussione il Direttore degli Industriali cosentini Rosario Branda.
Nonostante ci sia conferma di una ripresa già in atto da diversi mesi, la situazione economica e sociale è tuttora al livello di guardia:le distanze con le altre regioni del Centro-Nord rimangono abissali e si delineano anche ritardi nei confronti delle altre aree del Sud.
Il disagio più volte citato nel Rapporto viene inteso nel duplice senso del carattere poco vigoroso delle dinamiche economiche e del dilagante disagio sociale che accompagna e mina lo sviluppo.
Dall’analisi di Rosanna Nisticò e Paolo Caputo emerge la consapevolezza di “una società che non sta investendo nella costruzione del proprio futuro”.
Nella prefazione al lavoro, curata dal Direttore degli Industriali cosentini Rosario Branda, viene ad essere sottolineato proprio questo aspetto. “I giovani costituiscono la risorsa più preziosa per qualunque territorio abbia in animo di innescare processi di sviluppo e di crescita economica.
Il grado di concorrenza nei mercati e la velocità con la quale si susseguono i progressi dovuti alla ricerca ed alla applicazione delle innovazioni conseguenti sono in progressivo aumento ed impongono adeguati livelli di conoscenza e di formazione. Questo pone il campo dell’istruzione ai primi posti nelle priorità degli interventi volti al cambiamento”.
Il Direttore Branda analizza il dato del sistema scolastico “se quello italiano nel confronto internazionale si colloca molto in basso, il dato del Sud e della Calabria è addirittura disastroso, anche nei confronti del resto del Paese.
Va da sé che senza una decisa inversione di tendenza non si potrà che continuare ad assistere ad un progressivo impoverimento del territorio ed all’aumento dei divari e dei ritardi nello sviluppo.
Per attrarre investimenti esterni serve poter contare su competenze diffuse e su un sistema territoriale moderno e competitivo.
Una condizione necessaria da coniugare con adeguate ed efficaci politiche di incentivazione alla localizzazione di impresa, in uno con un disegno organico di interventi mirati allo sviluppo ed alla crescita del territorio regionale”.
Il Presidente di Ance Cosenza Giuseppe Gaglioti approfondirà l’andamento del settore delle costruzioni, che registra un incremento dell’occupazione del 4,5%.
La congiuntura economica favorevole può essere una buona leva per cominciare a lavorare con fiducia e determinazione per lo sviluppo calabrese.
Ne è convito il Presidente degli Industriali cosentini Raffaele De Rango che parla di “necessità di lavorare per irrobustire ed estendere il piccolo circolo virtuoso che sembra avere imboccato di recente l’economia regionale”.
Ed aggiunge “le potenzialità di alcuni territori come volano di sviluppo locale sono ancora oggi tutte da scoprire e necessitano un’attenzione imprenditoriale e istituzionale straordinaria volta a perseguire e utilizzare economie di localizzazione per una pluralità di attività economiche che possano ruotarvi intorno”
Branda "Crescita positiva ma con passo lento".
La Calabria riprende ad andare dopo un periodo di stasi, ma il passo è lento: così il direttore di Confindustria Cosenza, Sarino Branda a commento dei primi dato sulla crescita dello sviluppo calabrese. “I pesanti ritardi strutturali, la gracilità del tessuto imprenditoriale, la scarsa apertura – dice Branda – verso i mercati esterni, una dotazione infrastrutturale inadeguata, una pubblica amministrazione inefficiente ed alle prese con problemi di governance diffusi ne rappresentano i principali fardelli.
Un senso di disagio diffuso per la percezione “di una società che non sta investendo nella costruzione del proprio futuro” è quanto emerge dallo studio condotto da Rosanna Nisticò e da Paolo Caputo.
Ne rappresenta la principale novità, un monito importante, una occasione di riflessione da non sottovalutare né disperdere, lo stimolo a fare bene, di più e subito.
I giovani costituiscono la risorsa più preziosa per qualunque territorio abbia in animo di innescare processi di sviluppo e di crescita economica.
Il grado di concorrenza nei mercati e la velocità con la quale si susseguono i progressi dovuti alla ricerca ed alla applicazione delle innovazioni conseguenti sono in progressivo aumento ed impongono adeguati livelli di conoscenza e di formazione.
Questo pone il campo dell’istruzione ai primi posti nelle priorità degli interventi volti al cambiamento.
Lo stesso Governatore della Banca d’Italia Draghi ha avuto autorevole modo di affermare che “una condizione di povertà di conoscenze è l’anticamera della povertà economica”.
Il dato di fatto è che se il sistema scolastico italiano, nel confronto internazionale, si colloca molto in basso, il dato del Sud e della Calabria è addirittura disastroso, anche nei confronti del resto del Paese.
Va da sé che senza una decisa inversione di tendenza non si potrà che continuare ad assistere ad un progressivo impoverimento del territorio ed all’aumento dei divari e dei ritardi nello sviluppo.
Per attrarre investimenti esterni serve poter contare su competenze diffuse e su un sistema territoriale moderno e competitivo.
Una condizione necessaria da coniugare con adeguate ed efficaci politiche di incentivazione alla localizzazione di impresa, in uno con un disegno organico di interventi mirati allo sviluppo ed alla crescita del territorio regionale.
In questa direzione, sarà decisiva la migliore e partecipata definizione del Por Calabria 2007/2013, la sua concreta attuazione, l’utilizzo pieno dei Fondi Aree Sottoutilizzate, politiche pubbliche di taglio espansivo aperte ai nuovi settori e tese ad ottimizzare le condizioni di contesto.
In un famoso brano delle Confessioni, Sant’Agostino sosteneva che viviamo in contemporanea tre tempi: il presente di ciò che é passato, il presente di ciò che è futuro, il presente di ciò che è presente.
Il presente del passato è la memoria, il presente del futuro sono le aspettative, il presente del presente sono le percezioni.
Si potrebbe concludere, in maniera paradossale, che i calabresi hanno necessità di recuperare i sensi del presente: la dignità della propria memoria e della propria storia, chiarezza e determinazione nelle aspettative, fantasia e creatività nella capacità di saper guardare oltre, nelle visioni”
Loiero "Consolanti conferme". ”
Anche se le ombre permangono, c’e’ da essere soddisfatti. Per il 2006 abbiamo la fotografia di una Calabria in crescita, dove non tutti i problemi sono risolti ma dove ci sono le condizioni per fare uscire questa regione dai bassifondi dell’economia nazionale”.
Lo ha detto il presidente della Regione, Agazio Loiero, commentando le anticipazioni dei dati sulla crescita occupazionale, delle imprese e dell’export contenuti nel ”Rapporto sull’economia calabrese” elaborato da studiosi dell’Universita’ della Calabria. Essi, per il presidente della Regione, sono una consolante conferma di quella leggera ripresa segnalata anche da altre fonti.
”Questo non deve indurre in trionfalismi – avverte Loiero – perche’ ci sono aree di forte disagio economico e sociale che bisogna aggredire con politiche mirate.
La Calabria, infatti, cifre alla mano, resta ancora oggi l’anello debole della debole economia del Mezzogiorno. Ma registrare una fase di crescita nell’andamento dell’economia regionale, dopo cicli economici tutti col segno negativo, consente di guardare con piu’ fiducia al futuro, anche se bisogna stare tutti con i piedi per terra, consolidare l’esistente e rimboccarsi le maniche – imprenditori e politici – per creare nuove opportunita’ di sviluppo come tenteremo di fare con il prossimo Por 2007-2013”. ”Da altre fonti – ha aggiunto Loiero – sappiamo infatti che il tasso di disoccupazione calabrese e’ il doppio di quello nazionale e il triplo rispetto alle regioni del nord, che la disoccupazione giovanile (15-24 anni) e’ pari al 46,1 %, che le famiglie calabresi che vivono al di sotto della soglia di poverta’ sono il 26,1 %”.
Sono dati che secondo Loiero, ”forniscono un’idea di unicita’ della situazione che abbiamo ereditato. Con questa situazione dobbiamo fare i conti. Il problema e’ come venirne fuori.
Programmando e soprattutto spendendo bene i fondi comunitari, una massa finanziaria notevole che la Regione non potra’ piu’ avere in futuro, possiamo veramente pensare di risolvere gran parte dei problemi e dare avvio a una politica di espansione solida. E’ questo il modo, secondo me, per investire realmente nella costruzione di un futuro fatto di sicurezze”. Per il Presidente della Regione pur ”tra segnali ambivalenti come fa capire il rapporto di Assindustria, e’ certo che qualcosa e’ accaduto nell’economia regionale.
Ed e’ qualcosa che fa ben sperare. La ripresa c’e’. E’ nelle cifre, che confermano una percezione generale, nelle variabili macroeconomiche principali che prima segnalavano stagnazione, se non proprio flessione in ogni comparto a causa di una crisi dovuta a politiche economiche miopi.
Sara’ un effetto trascinamento della fase espansiva che ha interessato i mercati internazionali, nella quale le aziende italiane, specialmente quelle innovative, la loro parte l’hanno fatta.
Sara’ perche’ l’economia regionale, da sempre influenzata, se non proprio regolata, delle decisioni pubbliche ha ripreso fiducia e slancio per le politiche settoriali che la Regione sta attuando per programmare al meglio i fondi strutturali del Por 2007-2013, col contributo del partenariato economico, sociale e interistituzionale, l’appuntamento con lo sviluppo, legato”.
”Fatto sta che la Calabria – ha concluso Loiero – non e’ piu’ una regione ferma e cio’ e’ di forte stimolo per l’azione di governo che ha dato il via a riforme radicali e profonde che solo occhi velati di pregiudizio non vedono: significa che ce la possiamo fare”.
nuovacosenza.com
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