Le iniziative giudiziarie conseguenti all’inchiesta Why Not.
Il Consiglio regionale querela teste del PM.
All’unanimita’ tutti i presidenti dei Gruppi del consiglio regionale della Calabria hanno dato mandato al Presidente dell’Assise, Giuseppe Bova, perche’ assuma, attraverso l’Avvocatura regionale, ogni iniziativa giudiziaria volta alla difesa dell’onorabilita’ dell’Assemblea, querelando la teste della Procura di Catanzaro nell’inchiesta su un presunto comitato di affari.
E’ quanto deciso al termine della riunione della conferenza dei capigruppo e dei presidenti delle commissioni e comitati consiliari del consiglio regionale della Calabria convocata d’urgenza da Bova.
”Il Consiglio regionale – e’ scritto nel documento conclusivo – reagisce indignato alle calunniose affermazioni circa i presunti rapporti tra consiglieri regionali e i propri collaboratori, che emergono dall’inchiesta giudiziaria conosciuta come ‘Why not’.
Nella riunione della Conferenza dei capigruppo e dei presidenti delle Commissioni e Comitati consiliari si annuncia una pioggia di querele, quelle di ciascun consigliere a difesa della propria onorabilita’ personale e politica, compromessa dalle dichiarazioni false e diffamatorie rese da una testimone e riportate negli atti d’indagine.
A difesa dell’Istituzione consiliare, nei cui confronti si sono registrate – reiterate nel tempo – aggressioni che mirano a gettare discredito e a delegittimarne l’azione politica riformatrice, la Conferenza dei Capigruppo, ha deciso di assumere un’iniziativa inedita”.
”Questa volta – conclude la nota – sara’ il Consiglio regionale in quanto tale ad agire in giudizio a tutela del prestigio della massima Assemblea elettiva calabrese e per la salvaguardia della propria sovranita’ democratica”.
I collaboratori di Adamo querelano la Marsili.
I componenti del gabinetto e delle strutture speciali del vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo, ritengono “doveroso intervenire sulle affermazioni rese dalla teste, che si dichiara sposata con il giudice che ha arrestato illegittimamente il consigliere regionale Franco Pacenza, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro sulla gestione di fondi pubblici, in merito alla pratica secondo la quale noi collaboratori avremmo versato somme di danaro all’on. Nicola Adamo”.
“Le dichiarazioni – è detto in un comunicato – rese dalla signora Daniela Marsili in ordine a presunte ‘mazzette’ che Adamo pretenderebbe dai noi, per quanto ci riguarda sono da ritenersi assolutamente false e infamanti.
Noi sottoscritti siamo collaboratori del vicepresidente Nicola Adamo da anni e mai ci siamo trovati di fronte a richieste di questo tipo.
Ancor più grave ci appare quanto dichiarato sempre dalla stessa teste e come riportato dalla stampa nazionale e regionale che addirittura, alcuni di noi, avrebbero ‘conti correnti cointestati con lo stesso assessore’ e che sempre, a detta della teste in questione, `le somme da noi versate venivano incassate da due dei suoi principali collaboratori, Giulio Grandinetti e l’ingegner Guzzò.
Anche in questo caso si tratta di dichiarazioni farneticanti la cui falsità è facilmente riscontrabile. Addirittura di questo ingegner Guzzo ne disconosciamo l’identità e non ci risulta assolutamente che sia tra i conoscenti e amici dell’on. Adamo.
Sulla base di quanto detto abbiamo già dato mandato a un nostro legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Mosca del Foro di Catanzaro, affinché proceda per denuncia-querela per diffamazione a mezzo stampa e calunnia, con relativo risarcimento danni.
Affermiamo altresì che, se l’impianto di questa inchiesta risponde alla stessa logica della teste che ha rilasciato le false e farneticanti dichiarazioni, almeno per quanto ci riguarda, vi è motivo allora di credere che tale inchiesta sia una macroscopica “caccia all’uomò nei confronti del vicepresidente Nicola Adamo, di cui conosciamo la rettitudine morale e politica e al quale riconfermiamo tutta la nostra stima, ancora più rafforzata dalla energica azione di governo profusa dallo stesso, finalizzata a mettere in campo atti e riforme essenziali per cambiare e rinnovare la Calabria”.
Il comunicato è stato firmato da Nicola Gargano, responsabile ufficio del gabinetto della vicepresidenza e per conto dei componenti del gabinetto e delle strutture speciali afferenti all’on. Nicola Adamo.
Collaboratori di Feraudo querelano la Marsili.
”E’ evidente che la signora Daniela Marsili non conosce bene il consigliere regionale Maurizio Feraudo e, pertanto, non e’ in grado di apprezzarne la linearita’ di comportamento, la dirittura morale e la trasparenza e correttezza nei rapporti con i suoi collaboratori”.
E’ quanto affermano in una nota congiunta tutti i componenti della Struttura Speciale del Capogruppo di Italia dei Valori in Consiglio Regionale, Maurizio Feraudo.
”Sebbene superfluo, riteniamo doveroso – hanno aggiunto – smentire le false dichiarazioni da lei rese dinanzi alla Magistratura Penale non avendo noi collaboratori giammai corrisposto alcuna somma ne’ al nostro consigliere regionale di riferimento ne’ ad altri”.
”Ci vediamo, quindi costretti, rispetto a tali infamanti e calunniose dichiarazioni – concludono i collaboratori del Consigliere Feraudo – a tutelare la nostra onorabilita’ e la nostra dignita’ promuovendo ogni piu’ opportuna azione giudiziaria, sia in sede civile che in sede penale”.
Vilasi querela la Marsili.
“Non risponde al vero, al contrario di quanto sostiene la signora Daniela Marsili, ex collaboratrice del consigliere Acri, che i componenti delle strutture speciali di quasi tutti i Consiglieri regionali, versino forzosamente una parte delle loro indennità ai Consiglieri stessi”.
E’ quanto afferma in una nota il Segretario-Questore del Consiglio regionale, Gesuele Vilasi. “Per quel che concerne – prosegue Vilasi – i componenti della mia struttura, nessuno, in qualsiasi forma, ha mai versato un solo centesimo di euro, né ad alcuno è stato mai chiesto di farlo.
Non ho dunque alternativa alcuna se non sporgere querela contro la signora Marsili per il tenore ed il merito delle sue affermazioni, false, calunniose e lesive della mia dignità come persona, Consigliere regionale e come Segretario-Questore dell’Assemblea elettiva calabrese.
Al contempo, non ritengo in alcun modo di essere una eccezione”.
“E’ mia convinzione – conclude Gesuele Vilasi – che tali comportamenti riguardino l’insieme dei Consiglieri regionali della Calabria”.
Amatruda querela i testi.
L’avvocato Nicola Garagozzo, difensore di fiducia di Ersilia Amatruda, oggi capostruttura della direzione generale della Presidenza della Regione Calabria, ha predisposto e presenterà entro domani una formale querela contro tutti coloro che hanno fornito false dichiarazioni circa il suo coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Catanzaro sulla società ‘Why not’.
La querela riguarderà “sia i soggetti autori delle “dichiarazioni” che chiunque altro, compresi gli organi di stampa, abbia divulgato o contribuito, in qualche misura, a diffondere le dette propalazioni, chiedendo, nel contempo, al magistrato inquirente di essere subito sentita per ogni e qualsivoglia chiarimento venga ritenuto utile od opportuno”.
nuovacosenza.com
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.