gio, 17 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 1 Utente registrato, 26 ospiti, 7 bot

Reggio, Salvatore Condemi ha fornito al gip la propria versione sull’omicidio dell’ex moglie – Soldi dietro la lite mortale

REGGIO CALABRIA – «Litigavamo sempre. Litigavamo da anni. Così è stato anche sabato, il giorno della tragedia. Poi ho perso la testa. Si ho perso la ragione».

Salvatore Condemi, il capostazione che ha ucciso l’ex moglie sabato pomeriggio nella propria abitazione di via Scilla, ha risposto, punto dopo punto, alle domande che martedi mattina gli ha posto il gip del Tribunale di Reggio Calabria, Adriana Costabile.

Al suo fianco il difensore di fiducia, l’avvocato Lorenzo Gatto.

Salvatore Condemi ha fornito al gip la propria versione dei fatti.

Con sofferenza, dovendo ripercorrere gli anni tribolati della propria unione coniugale e la tragedia dell’uccisione dell’ex moglie davanti agli occhi della propria figlia di appena nove anni, ha risposto con puntualità, e dovizia di particolari, alle domande del giudice.

E’ la sua versione, comunque.

Da quanto trapelato dall’interrogatorio di ieri mattina nelle carceri di via San Pietro, nelle quasi due ore di faccia a faccia con la dottoressa Adriana Costabile, Salvatore Condemi ha innanzitutto ricostruito la giornata dell’orrore. Il sabato dell’uxoricidio.

Già in mattinata Salvatore Condemi e l’ex moglie Paola Gangeri si sarebbero incontrati per dirimere alcune questioni burocratiche e patrimoniali.

Il diverbio è scoppiato puntuale di fronte all’ennesima richiesta di denaro dell’ex moglie.

Avrebbe chiesto un assegno mensile ancora più sostanzioso, ed ancora soldi, tanti soldi, per un investimento immobiliare.

Forse l’acquisto di una casa.

Salvatore Condemi avrebbE risposto picche, giustificando il proprio no con le limitate risorse economiche frutto esclusivo del proprio lavoro come capostazione nelle ferrovie dello Stato.

Un no che avrebbe innescato l’ennesima furibonda lite.

La discussione viene rimandata al pomeriggio, quando Salvatore Condemi sarebbe stato in compagnia della figlia per un impegno dell’ex moglie.

I coniugi si incontrano e litigano. Litigano ancora.

Questa volta il diverbio non è animato come al solito.

E’ peggio, molto peggio.

Perde la testa, smarrisce la ragione Salvatore Condemi impugnando un coltellaccio da cucina e colpendo Paola Gangeri con un paio di fendenti.

Colpi mortali, colpi inferti davanti agli occhi smarriti, increduli, scioccati della figlia.

Sarà lui stesso, il marito omicida, ad allertare la polizia.

«Ho telefonato al 113 per chiedere aiuto per denunciare quello che avevo commesso.

Ho ritelefonato una seconda volta perché mi sono reso conto che l’ex moglie non era ancora morta» così avrebbe raccontato ieri al gip Costabile.

All’arrivo della polizia, Paola Gangeri sarà cadavere.

Risulteranno fatali le coltellate che l’hanno centrate alla schiena.

Inutile ogni soccorso.

A conclusione dell’interrogatorio di ieri, l’avvocato Lorenzo Gatto, difensore di Salvatore Condemi, ha tenuto a precisare: «Quando ci sono accadimenti così drammatici il compito dell’avvocato non è difendere il reato ma l’uomo.

Va inoltre evidenziato che i processi non si fanno sulla stampa ma in aula di Tribunale e comunque quando accadano vicende tristi e drammatiche come questa è necessario capire le ragioni».

Francesco Tiziano

Il Quotidiano della Calabria

2 commenti

  1. caram 10 aprile 2008 alle 12:11

    non mi sembra il caso che tu chieda dove si trova la bimba.

    1) e’ minorenne

    2) stara’ coi parenti non ti pare?

    3) e’ meglio che i giudici si occupino dei VERI delinquenti e non di ste cazzate!

  2. oscar 10 gennaio 2008 alle 13:42

    vorrei che non esistesse niente di tutto questo

    ma la bimba di nove anni dove si trova adesso?

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.