gio, 17 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 1 Utente registrato, 16 ospiti, 9 bot

Operazione OMNIA: Un pentito collabora. L’Udeur sospende La Rupa. Inquinato circuito finanziario. Tra i beni sequestrati un albergo di lusso e un Ipermercato. Tassi di usura del 100%

COSENZA – Ha rubato 430 mila euro della “bacinella”, la cassa comune della cosca utilizzata per le spese di gestione, ma è stato scoperto dal suo capo che l’ ha minacciato in maniera così pesante da indurlo a collaborare con gli investigatori che già lo tenevano sotto controllo.

E’ la storia di uno dei 60 arrestati di stamani, Domenico Falbo, che i carabinieri del Ros, tra l’ altro, hanno seguito in diretta sin dalle prime fasi grazie alle intercettazioni telefoniche alle quali era già sottoposto da tempo.

L’ uomo, affiliato al clan Forastefano, insieme a un complice, ha prelevato i 430 mila euro che erano custoditi in un terreno vicino all’ abitazione di colui che viene indicato come il capocosca, Antonio Forastefano, ed è fuggito in Emilia Romagna dove ha cominciato a versare il denaro in diversi istituti bancari.

Fermato casualmente da una pattuglia dei carabinieri per un normale controllo mentre era in auto con l’ amico, Falbo è riuscito a fuggire, mentre l’ altro è stato arrestato dai militari.

A bordo dell’ auto i carabinieri hanno trovato anche 100 mila euro, parte della somma rubata. La notizia dell’ arresto è arrivata a Cassano e subito gli uomini della cosca sono andati dai genitori di Falbo, costringendo la madre a chiamare il giovane.

I carabinieri, che tenevano sotto controllo i telefoni di molti degli affiliati, hanno potuto sentire così le minacce che sono state rivolte a Falbo dal capocosca subentrato nella telefonata alla donna.

Falbo ha fatto un estremo tentativo di recuperare il denaro versato in banca, ma saputo che era già stato bloccato dalla magistratura ha capito che l’ unica via di salvezza era quella di collaborare e si è presentato ai carabinieri ottenendo protezione per se e per i genitori.

L’Udeur sospende La Rupa.

In seguito alle notizie relative al coinvolgimento del Consigliere Regionale Franco La Rupa nell’inchiesta “Omnia” i coordinatori regionali dei Popolari Udeur, d’intesa con la segreteria nazionale, esprimono, in una nota, “viva speranza che l’approfondimento investigativo chiarisca tutti gli aspetti della vicenda”.

“In attesa, il Consigliere La Rupa – prosegue la nota – deve ritenersi sospeso da ogni funzione inerente la sua collocazione nel partito e nel gruppo consiliare dei Popolari Udeur.

I coordinatori regionali, infine, chiamano tutto il partito a inaugurare l’ormai indispensabile stagione del rinnovamento della politica in Calabria, senza sconti per nessuno, ma anche senza condanne preventive, onde recuperare una dimensione morale che riapra il dialogo tra cittadini e istituzioni”.

Tassi di usura del 100%.

Applicavano tassi usurai del 100% annuo gli affiliati alla cosca Forastefano di Cassano Ionio arrestati stamani nel corso dell’ operazione condotta dai carabinieri.

Vittime dei prestiti usurai erano commercianti, ma anche grossi imprenditori.

Una quindicina di questi, nel corso delle indagini che hanno portato all’ operazione di stamani, ha collaborato con gli investigatori.

Complessivamente, l’ attività usuraia fruttava alla cosca alcuni milioni di euro all’ anno.

PM "Inquinato il circuito finanziario".

”In quattro anni di lavoro siamo riusciti a porre in essere un contrasto di tipo patrimoniale sequestrando tutto ciò che inquinava i circuiti finanziari della Sibaritide, con effetti a cascata sulla distribuzione nazionale di prodotti alimentari e di servizi turistico-alberghieri”.

A sottolinearlo è stato il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto, che ha coordinato le indagini dei carabinieri che stamani hanno portato all’ arresto di 60 persone.

Gli investigatori ritengono che l’ operazione di oggi inciderà significativamente sulle dinamiche criminali della ‘ndrangheta, riducendo sia il rischio di una ripresa del conflitto tra la cosca Forastefano da una parte e Abbruzzese dall’ altra, sia il rilevante potenziale economico della criminalità cosentina.

“Anche questa indagine – hanno rilevato gli investigatori – ha infatti dimostrato come, accanto alle più tipiche attività delittuose e ai più tradizionali rituali associativi, come la gestione della “bacinella”, la ‘ndrangheta abbia sviluppato capacita’ imprenditoriali e di condizionamento dell’ economia sempre più evolute e diffuse che è indispensabile individuare e colpire”.

Il potere al clan Forastefano dopo la faida.

La cosca Forastefano e’ stata per anni contrapposta a Cassano allo Jonio in una sanguinosa faida con il clan degli zingari, dalla quale è uscita sostanzialmente vincente riuscendo ad accrescere il proprio potere sull’ intero territorio dell’ alto Ionio cosentino arrivando a svolgere un condizionamento pervasivo delle attività economiche e una pressante attività estorsiva.

E’ quanto emerge dall’ inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Ros che stamani ha portato all’ esecuzione di 60 arresti.

Il controllo del territorio era accompagnato da intimidazioni e danneggiamenti nei confronti di imprenditori commerciali, agricoli e del terziario, nonché di appaltatori di opere pubbliche.

In particolare gli investigatori sono convinti di avere individuato gli autori e i mandanti di numerosi incendi di negozi, mezzi e stabilimenti balneari di Sibari e Villapiana, completamente distrutti in concomitanza con la stagione turistica.

Oltre a questo i componenti la cosca controllavano un vasto giro usuraio e gestivano in regime di monopolio il mercato ittico nel territorio di Cassano Ionio dopo avere minacciato, allo scopo di farli allontanare, gli operatori del settore già esistenti.

Il gruppo era anche dedito al traffico di stupefacenti.

Il narcotraffico, in prevalenza cocaina, veniva approvvigionato da esponenti della criminalità campana o da un’ organizzazione albanese attiva nella Sibaritide già individuata in una precedente indagine del Ros (“Harem”) conclusa nel novembre 2005 con l’ arresto di 80 persone.

Le indagini sono cominciate nel novembre 2003 anche in base agli elementi raccolti in due precedenti operazioni sulla faida tra i Forastefano e il clan degli zingari.

Sequestrati un albergo di lusso e un ipermercato.

Un albergo lussuoso aperto solo recentemente e un centro commerciale di 15 mila metri quadrati, situati in localita’ Sibari di Cassano, figurano tra i beni sequestrati dai carabinieri nell’ ambito dell’ operazione Omnia che stamani ha portato all’ arresto di 60 persone.

I carabinieri hanno sequestrato a scopo preventivo aziende agricole e terreni, società del settore edilizio e dei trasporti, alberghi, esercizi pubblici, negozi per complessivi 187 immobili e 76 imprese commerciali, numerose automobili, 36 contratti assicurativi e 12 rapporti bancari.

Il valore dei beni sequestrati ammonta a più di 50 milioni di euro.

Secondo l’ accusa, i beni costituivano il patrimonio illecito degli indagati e di loro prestanome ottenuto grazie ad attività illecite.

Gli investigatori hanno anche accertato il riciclaggio degli ingenti proventi e il reimpiego in diverse attività economiche.

Viceministro Minniti "Liberato parte del territorio".

”In Calabria c’é una sequenza positiva di successi contro la mafia e i suoi condizionamenti da parte della magistratura e delle forze di polizia”.

E’ quanto afferma in una nota il Vice Ministro dell’Interno, Marco Minniti, circa l’operazione compiuta stamani dai carabinieri contro le cosche della ‘ndrangheta nel cosentino.

”La straordinaria operazione – ha aggiunto – condotta dall’Arma dei carabinieri e dai Ros, sotto la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, a cui va un ringraziamento vivissimo per la determinazione e l’impegno che hanno profuso, ha colpito in modo risolutivo la mafia dell’Alto Jonio Cosentino disvelando un forte radicamento e una capacità di infiltrazione e condizionamento molto diffuso”.

“Un’operazione, quindi, che contribuisce – ha concluso – a liberare una parte importante del territorio calabrese e delle sue energie positive e che testimonia, specie se si tiene conto che arriva a poche ore da un’altra altrettanto significativa, l’esistenza di una azione di contrasto permanente e che dura nel tempo con l’obiettivo di liberare definitivamente la Calabria dalla presenza mafiosa”.

Grasso "Inchiesta dimostra infiltrazioni".

“E’ una operazione importante che mette in risalto le infiltrazioni della criminalità organizzata”.

E’ questo il commento di Piero Grasso, Procuratore nazionale antimafia, all’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che stamani ha portato all’esecuzione di 60 ordini di custodia cautelare.

Il procuratore Grasso, che avrebbe dovuto partecipare alla conferenza stampa ma per impegni sopravvenuti non sarà presente all’incontro con i giornalisti, si è congratulato stamani con i magistrati e gli investigatori.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri del raggruppamento operativo di Catanzaro e della sezione di Cosenza, è stata coordinata anche dalla Procura nazionale antimafia.

nuovacosenza.com

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.