GIOIA TAURO (RC) – La rivisitazione delle norme fiscali, in discussione in questi giorni al Senato, ha permesso di fare un deciso passo avanti per lo sviluppo dei porti hub italiani e, come ovvia e naturale conseguenza, per il porto di Gioia Tauro, che ne rappresenta la realtà più concreta e solida.
È quanto afferma in una nota il senatore del Pdm Pietro Fuda.
Il parlamentare calabrese evidenzia che "ha finalmente imboccato il binario giusto, dopo anni, la normativa relativa alle tasse di ancoraggio: nei giorni scorsi, con l’approvazione della mozione Fuda, è stata abbattuta la sovrattassa di ancoraggio, che permetterà di ottenere due vantaggi competitivi: il primo a favore delle merci in esportazione, il secondo per implementare il gettito degli introiti doganali dei porti hub di transhipment in Italia".
"Il sistema portuale italiano – prosegue il senatore Fuda – ha registrato nel 2006 una crescita ridotta dei volumi movimentati rispetto all’anno precedente, con 9,9 milioni di Teus, tre dei quali a Gioia Tauro. Spagna, Nord Africa e Nord Europa hanno invece registrato tassi di crescita ben maggiori, in linea con la tendenza generale del mercato, che salirà ancora nei prossimi anni, con l’ulteriore aumento degli scambi commerciali tra l’Estremo Oriente e l’Europa.
L’area del Mediterraneo, collocandosi su questa importante direttrice di traffico tra Europa ed Estremo Oriente, sarà ancor più al centro della movimentazione internazionale di container, ma è necessario adeguarsi in fretta al mercato per intercettare questo traffico prima che gli altri sistemi portuali europei e nordafricani, oggi già competitivi, diventino il punto di riferimento dell’intero bacino.
I grandi vettori di ogni hub di transhipment – sottolinea Fuda – scelgono le destinazioni guardando anche al fattore economico e, quindi, alle tariffe per la movimentazione portuale dei container; dal canto loro i porti devono avere grossi quantitativi di traffico per rientrare degli investimenti effettuati ed ottenere le economie di scala necessarie a rendere competitivo il sistema.
In tale contesto i nuovi porti Hub di transhipment (in particolare quelli nord africani, dove il costo del lavoro è decisamente inferiore a quello dei porti occidentali), partono con un indubbio vantaggio competitivo, purché in grado di offrire servizi terminalistici a costi molto bassi.
A cui si aggiunge il vantaggio della quasi inesistenza di pressioni fiscali".
"Quello delle tasse di ancoraggio – dichiara il parlamentare del Pdm – è un primo importante tassello per rimettere sul mercato il sistema portuale italiano.
Oggi le navi nazionali ed estere equiparate che compiano operazioni commerciali in un porto dello Stato sono soggette al pagamento di una tassa di ancoraggio nella misura stabilita per ogni tonnellata di stazza netta, e sono obbligate al pagamento di un’ulteriore somma, quale sovrattassa di ancoraggio, per le merci trasportate sopra coperta o nelle sovrastrutture della nave.
La modifica approvata nei giorni scorsi su mia proposta ha soppresso l’obbligo del pagamento della sovrattassa di ancoraggio, che si applicava alle navi di stazza netta superiore a 350 tonnellate provenienti o dirette all’estero.
Si sono raggiunti, così, due obiettivi: abbassare il costo dei noli (rendendo più competitive le merci in esportazione) ed implementare il gettito degli introiti doganali derivanti dalle merci in importazione (favorendo i loro sdoganamenti nei porti nazionali).
A settembre – sottolinea Fuda – dovrebbe essere istituita una commissione per la revisione dell’intera materia riguardante le tasse di ancoraggio, che si occuperà anche di compensare le autorità portuali, al cui sostegno era destinata la sovrattassa appena abbattuta.
Si tratta di un primo passo, ritengo molto importante, che permetterà all’intero sistema portuale italiano ed a Gioia Tauro, che rappresenta una risorsa importantissima per la Calabria e per l’Italia, di continuare ad essere competitivo in un mercato in continua crescita, e con potenziali sempre più alti.
Ma dal quale rischiamo – conclude Pietro Fuda – se non ci muoviamo in fretta, di restare fuori".
Il Giornale di Calabria
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