VIBO VALENTIA – Sei persone denunciate all’autorità giudiziaria e 12 violazioni alle leggi a tutela della salute dei lavoratori scoperte: è il bilancio di un’operazione dei carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia scattata all’interno dell’area industriale della città capoluogo dove i militari della stazione di Maierato hanno fatto irruzione all’interno di un cantiere per la realizzazione di un vasto capannone industriale per conto di una nota ditta alimentare della zona.
La struttura, secondo i militari, presentava palesi e gravi violazioni alle norme poste a difesa della salute dei lavoratori e miranti a scongiurare infortuni e morti bianche.
Il grosso immobile industriale, la cui enorme struttura su due piani era stata completata fino al tetto, era infatti completamente privo di qualsiasi forma di misura di sicurezza.
Gli operai, tutti privi dei più elementari dispositivi di sicurezza come caschi e guanti da lavoro, potevano raggiungere i piani più alti dell’edificio solo facendo ricorso ad improvvisate scale a pioli prive dei più semplici sistemi antiscivolamento e di prevenzione dalle cadute.
Mancava inoltre qualsiasi forma di servizio igienico per i lavoratori costretti a turni di lavoro senza avere nemmeno la possibilità di ripararsi dalle intemperie e dal caldo soffocante di questi giorni ed erano costretti a consumare i pasti sotto il sole cocente e senza che fosse stato fornito loro nemmeno un copricapo con cui ripararsi dai raggi solari e dalla calura prossima.
Come se non bastasse tutte le aperture presenti all’interno della struttura non erano minimamente segnalate né, tantomeno, erano stati adottati dei sistemi che impedissero agli operai di cadervi dentro accidentalmente.
Infine i militari dell’Arma hanno potuto constatare la totale assenza sia dei cartelli di avviso dei pericoli all’interno all’area di lavoro sia degli obbligatori cartelli urbanistici previsti ed indicanti la tipologia di appalto, i committenti e gli esecutori degli stessi.
Di tutte le violazioni riscontrate dovranno ora rispondere l’amministratore della società per azioni incaricata dei lavori, A.R. di Rombiolo, e l’architetto responsabile della sicurezza del cantiere, G.C. di Gioia Tauro.
Inoltre anche i quattro operai trovati all’opera all’interno dell’edificio al momento dell’arrivo dei militari dovranno rispondere di omessa utilizzazione dei dispositivi di sicurezza per la prevenzione degli infortuni.
Il Giornale di Calabria
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