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Inchiesta “Why not”: sequestrati i computer di una giornalista

CATANZARO – I Carabinieri hanno perquisito le abitazioni di Chiara Spagnolo, cronista giudiziaria de "il Quotidiano della Calabria" e la redazione catanzarese del giornale, nell’ambito di un provvedimento emesso dalla procura di Catanzaro e firmato dal sostituto procuratore Salvatore Curcio.

Il magistrato ipotizza il reato di violazione del segreto istruttorio in riferimento ad alcuni servizi realizzati dalla giornalista in relazione all’inchiesta "Why Not" su presunte irregolarità relative alla gestione di finanziamenti pubblici.

L’inchiesta coinvolge imprenditori e politici, tra i quali il presidente del Consiglio Romano Prodi, iscritto nel registro degli indagati nei giorni scorsi.

I militari hanno controllato l’abitazione catanzarese della giornalista, la sua residenza estiva in una località balneare nei pressi del capoluogo e la redazione, sequestrando due computers oltre che materiale cartaceo ed informatico relativo anche ad altre due inchieste della Procura catanzarese: la Poseidone e la "Toghe lucane" sul presunto comitato d’affari che avrebbe agito in Basilicata.

A questo proposito l’Ordine ed il sindacato dei Giornalisti della Calabria, appreso delle perquisizioni disposte dalla Procura di Catanzaro nell’abitazione e nella residenza estiva della giornalista professionista Chiara Spagnolo, nonché nella redazione de "Il quotidiano della Calabria", giornale presso il quale la Spagnolo lavora, nell’ambito delle indagini su una presunta fuga di notizie relativa all’inchiesta denominata "Why not", esprimono forte preoccupazione.

"Alla collega Spagnolo – sostengono Ordine e sindacato dei Giornalisti calabresi – sono stati sequestrati due computers oltre che materiale cartaceo ed informatico relativo anche ad altre due inchieste della Procura catanzarese, la Poseidone e la "Toghe lucane" sul presunto comitato d’affari che avrebbe agito in Basilicata.

Il provvedimento, che richiama alla mente una recente analoga iniziativa della Procura di Matera a carico di altri professionisti dell’informazione, ancora una volta pone nel mirino un giornalista per la presunta violazione del segreto istruttorio quando è noto a tutti che i giornalisti, pubblicando le notizie di cui vengono, previa adeguata verifica, a conoscenza, fanno soltanto il proprio lavoro.

Nel doveroso rispetto per l’attività della magistratura – prosegue il comunicato – Ordine e sindacato dei Giornalisti calabresi sottolineano come strumenti investigativi particolarmente invasivi, come certamente è quello della perquisizione, vanno normalmente ad impattare con un’alta caratura criminale e tendono a disvelare, utilizzando l’elemento sorpresa, elementi che il criminale intende sottrarre alla attività investigativa.

Con i giornalisti, che sono dei professionisti e non dei criminali, attività istruttorie meno invasive potrebbero essere altrettanto o ancor più efficaci, soprattutto se le stesse attività sono finalizzate, come certamente sono, alla individuazione dei veri artefici dell’eventuale reato e non di un "capro espiatorio".

È infatti di assoluta evidenza – conclude la nota – che se un giornalista pubblica un documento segreto, vuol dire che qualcuno, a contatto col segreto per il proprio ruolo o la propria funzione, tale segreto ha violato".

"Esprimo la più sentita solidarietà al direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, e a Chiara Spagnolo, cronista capace e coraggiosa, che è stata oggetto di una perquisizione che appare come un tentativo di bloccare il suo lavoro di inchiesta su temi di interesse dell’opinione pubblica nazionale": lo afferma Giacomo Mancini , deputato dello SDI, in riferimento alla perquisizione disposta da un sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro che indaga su una presunta fuga di notizie nell’ambito dell’inchiesta Why not sul comitato d’affari politico-massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull’asse Calabria-Bruxelles.

"Constato con preoccupazione il collegamento non solo temporale -ha continuato il deputato socialista – tra le attività di indagine nei confronti della giornalista e della testata calabrese, e quelle, di pochi giorni addietro, disposte dalla Procura della Repubblica di Matera ai danni di un giornalista del Corriere della Sera che sta anche egli seguendo le inchieste del dottor Luigi de Magistris.

A questo punto non è difficile prevedere – ha proseguito il parlamentare – che la prossima redazione ad essere perquisita sarà quella del settimanale Panorama.

Sarebbe l’ennesima dimostrazione – ha concluso l’esponente dello SDI – di quanto nel nostro Paese sia difficile avere una informazione libera e una magistratura non asservita".

Il Giornale di Calabria

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