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Regione/Fondi UE: via al negoziato con la Commissione Europea

CATANZARO – Il Consiglio regionale ha approvato ieri i nuovi Programmi operativi Fesr e Fse per l’attuazione della politica di coesione 2007/13, consentendo l’avvio del negoziato con la Commissione europea che potrebbe svolgersi a settembre.

Il lavoro impegnativo e faticoso, svolto in sette mesi, dall’assessore alla Programmazione, Mario Maiolo e dal dirigente generale Salvatore Orlando, sulla base delle criticità sociali della nostra regione, è stato quello di creare un’azione programmatica concretamente in grado di apportare i necessari correttivi al territorio.

In questo contesto la strategia del Por si pone come obiettivo globale quello di "rafforzare le condizioni per la crescita e l’occupazione attraverso l’aumento e il miglioramento della qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dell’innovazione e della società della conoscenza, dell’adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dell’ambiente e l’efficienza amministrativa".

La Regione intende, in coerenza con gli obiettivi di Lisbona, promuovere e rafforzare la competitività del territorio e del sistema produttivo al fine di sostenere la competitività internazionale.

Si mirerà ad indirizzare, come più volte ha ribadito in varie occasioni l’assessore Maiolo, l’intera programmazione regionale unitaria verso i nuovi soggetti sociali protagonisti di questo cambiamento. Sia il Por Calabria Fesr sia il Por Fse si rivolgeranno innanzitutto ai giovani calabresi come soggetti di nuove occasioni di sviluppo per la nostra regione.

L’obiettivo è quello di creare valide occasioni di impiego sul territorio, attraverso un rilancio dell’istruzione, dell’alta formazione a livello universitario e post-universitario, della ricerca, dell’innovazione.

I giovani, dunque, come risorsa e non come gruppo sociale problematico: questo è l’elemento centrale di entrambi i Programmi operativi che nelle proprie priorità strategiche hanno tenuto fedelmente presente.

Cinque le priorità strategiche di intervento del Fesr, la prima, come già detto, è quello di credere nella gioventù calabrese come forza di sviluppo regionale.

Capire e non giudicare il perché dell’abbandono scolastico, il non prosieguo all’università oppure la difficoltà nel non trovare un lavoro adeguato al titolo di studio e il dover scegliere tra emigrazione o adeguamento alle logiche di selezione e premialità che la Calabria degli onesti non vuole più.

Il secondo obiettivo strategico è l’allargamento della base sociale ed economica con soggetti economici e sociali che producono crescita e dunque ricchezza.

Non è un intervento di welfare ma un intervento economico in senso stretto, perché la crescita deriva dall’aumento dei soggetti produttivi e della concorrenza tra loro.

Il terzo obiettivo strategico, condizione senza la quale non si realizzano i primi due obiettivi, si concentra sulle modalità ed il contesto di riferimento per attuare le politiche di sostegno ai giovani ed ai nuovi soggetti, esso è sintetizzabile nel principio dell’apertura, della concorrenza e della selezione in base al merito e alle potenzialità di ciascuno.

Sono molte le conseguenze operative del fattore mercato sulla gestione operativa del programma ed in particolare, sulla definizione delle griglie di selezione dei progetti, che dovranno essere sempre più efficaci ed efficienti per garantire la selezione di quei progetti che meglio permettono di raggiungere gli obiettivi del Programma operativo.

Arrestare la tentazione degli interventi a pioggia ma valutare e premiare la qualità progettuale.

Monitorare e controllare le procedure finanziarie per la realizzazione di risultati ed impatti.

In particolare occorre pretendere riscontro degli impatti occupazionali promessi all’atto della conclusione dei finanziamenti.

Il quarto obiettivo strategico riguarda la necessità per i soggetti economici pubblici e privati di costruire e ove possibile partecipare a reti locali, nazionali ed europee.

Lo scopo è quello di riuscire a rendere competitive le reti calabresi, attualmente dotate di istituzioni deboli, frammentate ed arretrate. Queste riguardano le università, le pubbliche amministrazioni, le imprese che devono innovare o investire in ricerca.

Il quinto e ultimo obiettivo strategico riguarda la concentrazione delle risorse del Por su alcuni Progetti integrati di sviluppo regionale di valenza strategica che dovranno costituire i nuclei da cui si propaga lo sviluppo territoriale e settoriale.

Queste priorità strategiche trovano ulteriore implemento con politiche e azioni immateriali all’interno del Piano operativo del Fondo sociale europeo, che intende dare principalmente impulso al mondo della ricerca e dell’innovazione, al fine di formare lavoratori con competenze tecniche scientifiche e manageriali di eccellenza.

Investire in una ricerca coerente alle realtà imprenditoriali.

Promuovere forme innovative di collaborazione ed integrazione tra il sistema dell’imprenditoria e quello scolastico, includendo l’università, come agente di un offerta formativa di qualità, capace di rispondere ai bisogni individuali delle imprese, all’evoluzione del mercato e delle tecnologie.

L’approvazione dei programmi operativi Fesr e Fse consente di avviare a definizione la Programmazione regionale unitaria che consentirà alla Regione Calabria di dotarsi di un vero piano di sviluppo.

(DNA)

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