BARI – “Ai genitori Zygmut Michal Rejak avrebbe detto di voler raggiungere il capoluogo pugliese per una ricerca storica su Bona Sfora.
Ma il 2 agosto, come risulta da una segnalazione dei carabinieri, e’ stato fermato dai militari per un normale controllo a Reggio Calabria.
Come e perche’ sia arrivato li’, rimane un mistero.
A Bari, poi, nessuno era a conoscenza, negli ambienti univeritari, della sua presenza”.
Lo riporta ‘La Gazzetta di Bari’, in merito al suicidio dello studente polacco avvenuto il 4 agosto a Bari e “rimasto per 23 giorni” all’obitorio “senza che nessuno avvisasse le autorita’ consolari”.
“In queste ore – continua il quotidiano – si sta cercando di ricostruire gli spostamenti di Rejak, dove abbia dormito in quei giorni e se se abbia lasciato gli effetti personali da qualche parte”.
“La magistratura barese ha aperto un’inchiesta per capire cosa non abbia funzionato – conclude ‘ La Gazzetta di Bari’ – Mentre al magistrato-console polacco, gia’ a Bari, Anna Bodnarek, si aggiungera’ l’ambasciatrice presso la Santa Sede, Anna Sukova.
La collaborazione con gli investigatori baresi e’ ai massimi livelli”.
(Stm/Ct/Adnkronos)
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