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Lamezia Terme – Abusi a psichiatria, lunedì decisione del Tdl

LAMEZIA TERME – Si saprà lunedì prossimo se Domenico Casalinuovo, 55 anni, infermiere nel reparto di psichiatria dell’ospedale cittadino, sarà rimesso in libertà o resterà in carcere, oppure se per lui saranno disposti gli arresti domiciliari.

Casalinuovo era finito in manette il 14 agosto scorso insieme al medico Giuseppe Masi, 46 anni, e all’altro infermiere Pino Franco, 46 anni.

Ad arrestarli era stata la polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta su presunte violenze sessuali nei confronti di quattro donne ricoverate nel reparto di psichiatria.

Il Tribunale della libertà di Catanzaro, al quale si sono rivolti i legali di Casalinuovo, gli avvocati Francesco Fodaro e Pino Spinelli, presentando istanza di remissione in libertà per carenza di indizi di colpevolezza, si è riservato di decidere sulla richiesta.

Entro lunedì il collegio presieduto da Adalgisa Rinaldo deciderà se rimettere in libertà Casalinuovo o se gli concederà gli arresti domiciliari, oppure respingerà la richiesta dei suoi difensori e lo lascerà in carcere.

Per i difensori ci sono «delle palesi incongruenze» nell’ordinanza che ha portato all’arresto il loro assistito.

Nella richiesta presentata al Tribunale della libertà, ha spiegato alla Gazzetta del Sud l’avvocato Fodaro, «abbiamo segnalato alcuni aspetti che minano l’attendibilità di alcune dichiarazioni rese dalle vittime.

Una delle quali " aggiunge il difensore " non è stata nemmeno sentita».

Tra le incongruenze segnalate quella relativa alla relazione del perito dell’accusa in quanto, ha spiegato Fodaro, «agli atti è stata depositata solo una parte di essa».

Nei giorni scorsi lo stesso Tribunale catanzarese aveva confermato gli arresti domiciliari del medico Giuseppe Masi e dell’infermiere Pino Franco.

Che insieme a Casalinuovo sono accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di alcune donne ricoverate nel reparto di psichiatria dell’ospedale, dove i tre lavoravano.

Dall’indagine è emerso che il medico e i due infermieri avrebbero abusato di giovani donne in cura nel reparto.

I tre, secondo l’accusa, avrebbero abusato delle degenti che avrebbero subito violenze sessuali, tra queste due giovani che hanno tentato il suicidio.

Le violenze ai danni delle degenti, secondo l’accusa, erano cominciate alla fine del 2004 e sono andate avanti fino ai giorni scorsi.

Spesso gli indagati facevano ricorso ai farmaci per intontire le pazienti e poi «sorridendo tentavano di violentarle».

Un’indagine che è stata portata a termine con il contributo della direzione dell’ex azienda sanitaria locale lametina, che ha presentato il 28 ottobre dell’anno scorso alla polizia di Stato una denuncia sulla base di alcune dichiarazioni rese da una paziente due giorni prima al direttore sanitario dell’ospedale e alla direttrice del reparto di psichiatria, ai quali aveva raccontato che durante il turno di notte, nel periodo tra il 18 e il 26 ottobre 2006, mentre si trovava ricoverata, un infermiere dopo avere eseguito la terapia intramuscolare le aveva avanzato delle proposte «sconce» chiedendole con insistenza di andare a letto con lui ed offrendole, allo scopo, il proprio interessamento per farle ottenere la pensione d’invalidità.

Gazzetta del sud

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