29 settembre, 2007 

Sequestrati beni per 700 mila euro – Operazione della Polizia. Si tratta di beni mobili ed immobili e di società appartenenti all’imprenditore Giuseppe Preiti

REGGIO CALABRIA – Beni per settecentomila euro sono stati sequestrati dalla polizia di Stato della Questura di Reggio Calabria ad un imprenditore di Rosarno, Giuseppe Preiti di 43 anni.
La decisione della Procura Generale della Corte d’Appello della Città dello Stretto è stata eseguita dalla polizia a conclusioni di indagini svolte dall’ufficio di prevenzione della divisione anticrimine della stessa questura.
Si tratta di beni immobili, mobili e di società.
Il provvedimento ha riguardato un immobile di tre piani fuori terra, di circa 150 metri quadri, situato nel comune di Rosarno, il cui valore di mercato è stato stimato in 150 mila euro; della ditta individuale “Cafè de Bahia”, con sede nel comune di Ricadi (Vibo Valentia) ospitata in un immobile sequestrato nel giugno di quest’anno; delle attrezzature e degli arredi esistenti nella sala giochi “Royal Casinò” di Rondinelle in provincia di Brescia, il cui immobile, stimato 1,5 milioni di euro, era stata sottoposto a sequestro nei mesi scorsi; della società “Prematica” s.r.l., situata a Rosarno, che si interessa della vendita di videogiochi, il cui volume d’affari supera i 400 mila euro annui; della quota di partecipazione dell’imprenditore al consorzio “Cogemat” con sede a Rovino, in Lombardia; di tre autocarri, intestati alla società “Prematica s.r.l”.
L’imprenditore di Rosarno Giuseppe Preiti, al quale la polizia ha sequestrato beni per 700 mila euro, si trova in carcere per scontare una pena a sei anni e due mesi di carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga.
Un business che si svolgeva sull’asse Brasile – Colombia – Italia con il coinvolgimento delle cosche Piromalli di Gioia Tauro e Commisso di Siderno, in particolare con l’appoggio dell’articolazione canadese di quest’ultima famiglia.
Le indagini della polizia che portarono all’arresto dell’uomo, nella circostanza, hanno accertato che Giuseppe Preiti svolgeva il compito di tenere i contatti con i narcotrafficanti dell’America Latina.
Accreditato personalmente da uno dei boss della cosca, Francesco Commisso, di 59 anni, l’uomo a cui sono stati sequestrati i beni concludeva l’acquisto di droga per poi spedirla in Italia da dove, successivamente, veniva smistata sul mercato nazionale.

Il Giornale di Calabria

categorie: Notizie Reggio Calabria, cronaca

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