COSENZA – Un messaggio intimidatorio e una bottiglia contenente liquido infiammabile sono stati indirizzati al sindaco di Rende, Umberto Bernaudo.
È l’ennesimo episodio che si verifica nell’area urbana cosentina, e segue appena di qualche giorno l’incendio dell’auto del capogruppo dei Ds nel consiglio comunale di Cosenza Damiano Covelli.
La scoperta del messaggio intimidatorio è avvenuta lunedì sera intorno alle 22,30, quando l’avvocato Umberto Bernaudo, sindaco di Rende, ha rinvenuto davanti al cancelletto esterno di ingresso della propria villa, situata in località Piano Monello, un sacchetto di plastica contenente una bottiglia da mezzo litro parzialmente riempita di benzina ed una busta per lettera con all’interno un colpo per fucile da caccia calibro 12 e un colpo per pistola a tamburo calibro 38 special.
Sono in corso indagini da parte del Nucleo Operativo della compagnia Carabinieri di Rende.
Piena e convinta solidarietà al sindaco di Rende Umberto Bernaudo è stata espressa dal presidente della Giunta regionale Agazio Loiero.
"Siamo di fronte – ha dichiarato Loiero – all’ennesima minaccia ai danni di un amministratore calabrese. Occorre che le istituzioni e la società civile non abbassino la guardia".
"Al sindaco di Rende Bernaudo – ha concluso – giunga il mio incoraggiamento ad andare avanti, convinto che sia importante condurre tutti insieme una battaglia politica e civile contro ogni violenza, per la costruzione di una nuova fase democratica in Calabria".
"Ad Umberto Bernaudo esprimo amicizia e stima; alla sua famiglia vicinanza ed affetto".
È quanto ha affermato l’Assessore alla Cultura della Regione Calabria, Sandro Principe, appena appresa la notizia dell’intimidazione perpetrata ai danni del Primo Cittadino di Rende.
"Ancora una volta – ha proseguito Sandro Principe – gli amministratori di Rende, che viene oggettivamente considerata una delle città meglio amministrate d’Italia, vengono brutalmente intimiditi, questa volta, per fortuna, solo simbolicamente. Amareggia assai ed inquieta che questi atti riprovevoli vengano rivolti verso uomini delle Istituzioni che con il loro impegno e la loro capacità di decidere cercano di affrontare concretamente i problemi della gente".
"A fronte di questi esecrabili atti – ha concluso l’Assessore Regionale alla Cultura – che ormai quasi quotidianamente vedono vittima gli Amministratori Locali in Calabria, diventa banale ed inutile esprimere solidarietà, tanto più quanto simili episodi avvengono nel pieno di irresponsabili, gratuite e strumentali "campagne" generatrici di odio e di un clima sociale torbido, che può determinare il concepimento di azioni deprecabili".
Dal canto suo il deputato dell’Udeur Ennio Morrone, responsabile nazionale Enti locali del partito e segretario di presidenza della Camera, esprime, in una nota, la "più viva solidarietà" al sindaco di Rende, Umberto Bernaudo, per le intimidazioni che ha subito.
"Non mi stancherò mai di ripetere – sostiene Morrone – che é necessario un impegno di tutti, di tutte le istituzioni, di tutte le forze di polizia e della società civile nel suo complesso, per respingere la prepotenza di questi criminali che tentano sempre di fermare chi lavora per migliorare la Calabria.
Tutti i rendesi e non solo devono stringersi intorno al loro sindaco. Tutta la politica calabrese deve fare quadrato. E Bernaudo deve continuare nel suo lavoro, sapendo che sono con lui i calabresi onesti.
Quei calabresi che non vogliono più subire nulla dalla ‘ndrangheta e sono stanchi delle brutte figure che pochi delinquenti fanno fare all’intera regione".
"Sono vicino col pensiero – conclude Morrone – anche ai familiari del sindaco, costretti a condividere con lui questi momenti difficili".
"Esprimo pubblicamente la mia affettuosa e solidale vicinanza al sindaco di Rende, Umberto Bernaudo, e alla sua famiglia per la grave intimidazione subita".
Lo afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini.
"Siamo purtroppo costretti a registrare quotidianamente – aggiunge Perugini – il tentativo di incutere paura nei pubblici amministratori.
È di ieri la notizia di una minaccia giunta via telefono al consigliere comunale di Cosenza Piero Belmonte, al quale ho manifestato personalmente la mia solidarietà.
Sono convinto che non sia giusto cedere alla vigliaccheria di chi agisce nell’ombra e crea un clima nel quale le persone abituate al confronto civile vivono con forte disagio.
Perciò, anche all’amico Bernaudo dico che, pur se è forte la tentazione di rinunciare all’impegno politico, deve prevalere la passione che ci spinge ad operare per un futuro migliore delle nostre città.
In questa tensione ideale nessuno di noi si deve sentire isolato".
"Ad Umberto – conclude Perugini – mai mancherà il sostegno di chi condivide la fatica, il gusto per la politica, l’impegno per l’amministrazione di un’area urbana dove prevalgono i cittadini perbene che reclamano un’azione sempre più collaborativa per lo sviluppo e la crescita dei nostri territori".
Il Giornale di Calabria
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