CATANZARO – "La sanità è un settore complesso sul quale si concentrano aspettative ed interessi ed è per questa ragione che preferisco lavorare alla soluzione dei problemi piuttosto che abbandonarmi alla facile propaganda che pure, in una fase come quella attuale, caratterizzata dalla campagna elettorale per le elezioni primarie del Partito Democratico, potrebbe risultare utile a fini politici, considerato il mio impegno per la lista "Con Veltroni – Ambiente, Innovazione e Lavoro".
Non ritengo necessario rispondere a tante critiche gratuite che vengono mosse alla sanità e all’assessorato. Né intervenire su strane candidature che pure si registrano.
Ritengo però inaccettabile che se l’assessore regionale alla salute si attiene ad un atteggiamento istituzionale per evitare commistioni fra l’interesse pubblico ad una sanità funzionante ed una consultazione di partito, il funzionario di un’azienda sanitaria approfitti di una iniziativa elettorale per criticare la politica con toni che denotano, oltre che una mancanza totale di stile, una conoscenza quantomeno superficiale del lavoro svolto dall’assessorato e dalla Giunta regionale in questi due anni e mezzo".
Lo afferma, in una nota, l’assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, che aggiunge: "A chi dice che la sanità in questa fase si caratterizza per tagli di risorse, rispondo che in realtà le risorse a disposizione sono aumentate e non diminuite e che, comunque, bisogna stare attenti a non confondere una gestione oculata dei soldi pubblici ed il rifiuto di pratiche clientelari con il ridimensionamento dei servizi, spacciando al contrario promesse ed impegni a soddisfare aspettative di singoli per azioni efficaci ai fini del diritto collettivo alla tutela della salute".
L’assessore aggiunge che "la dialettica politica intorno alla sanità, in questi due e anni e mezzo di esperienza amministrativa, è stata spesso eccessiva e viziata dallo spirito di parte che comunque può rientrare nel gioco politico.
Ho accettato le critiche – fa rilevare – quando sono state mosse da fonti competenti tentando di ricavarne elementi di positività nell’attuazione dei progetti; le ho respinte con argomentazioni e dati di fatto quando le ho ritenute fuorvianti o in malafede.
Oggi non ritengo accettabile che un funzionario di un’azienda sanitaria possa attaccare due anni e mezzo di lavoro, al quale avrebbe dovuto contribuire ed evidentemente non lo ha fatto, in nome e per conto di una lista che concorre al processo costituente di un partito a cui in tanti stiamo dedicando tempo ed energie".
In Calabria, a parere dell’assessore Lo Moro, "è molto difficile rimuovere incrostazioni datate e nostalgie di un tempo in cui l’assessorato regionale alla salute era un terminale di clientelismo e pessima politica.
Lo dimostrano tante polemiche gratuite che si registrano con toni eccessivi e povertà di argomenti.
Chi ha costruito fortune elettorali sulla sanità – continua – non ha titolo per contestare il lavoro di chi opera senza sosta nel tentativo di risanare i guasti che una politica invadente ha prodotto in anni ed anni di gestione scriteriata. La mia storia politica ed umana parla chiaro. I cittadini conoscono uomini e vicende e sanno giudicare il pulpito dal quale partono certe prediche.
Fin dal giorno del mio insediamento – prosegue – ho dichiarato che il riordino della sanità calabrese era un progetto di largo respiro, che non può misurarsi sul breve periodo.
Ritengo che le scelte sin qui fatte vadano nella direzione giusta. Se la Calabria rispetta il patto di stabilità; se si è ampliata la garanzia dei livelli essenziali di assistenza; se l’interlocuzione con i livelli istituzionali nazionali procede con costanza, è il segno di un recupero di credibilità che altre fasi politiche non hanno saputo garantire alla Calabria".
E questa credibilità, a parere di Doris Lo Moro, "deriva in particolare da una gestione sana dei soldi della collettività; dalla recuperata capacità di lavorare per obiettivi e di programmare; dalla convinzione ormai consolidata nella nostra regione che oggi le assunzioni e le progressioni di carriera nella sanità devono essere funzionali ad un progetto amministrativo e non al destino politico di personaggi che, collocati negli anfratti della burocrazia o in attesa di improbabili promozioni, manovrano nell’ombra per raccogliere voti e contribuiscono ad aggravare quei guasti a cui la Giunta regionale sta tentando di porre rimedio".
Laratta (Ulivo): "In Calabria la sanità oramai è in coma"
COSENZA – "La sanità in Calabria è ormai in coma". Lo ha affermato il parlamentare dell’Ulivo Franco Laratta al termine di un colloquio avuto con il commissario dell’Azienda Sanitaria di Cosenza, Barbaro.
Il parlamentare che ha segnalato al dirigente la situazione drammatica dell’ospedale di San Giovanni in Fiore che rischia la chiusura e, dopo aver anche sottolineato "la situazione molto grave che esiste nelle periferie e nelle ex ASL ora soppresse, nonché la situazione altrettanto grave delle cliniche private", ha affermato: "La Regione dovrebbe decidersi e intervenire con la massima urgenza per sbloccare un quadro globale divenuto ormai insopportabile.
Si segnala ovunque uno scollegamento totale tra il centro e le periferie, fra la Regione e le Aziende Sanitarie con gravi ripercussioni per la vita delle strutture sanitarie.
La stessa riforma che ha ridotto ed accorpato le ASL rischia di provocare un caos, visto che non è stata accompagnata dai giusti e necessari provvedimenti.
Per cui l’obiettivo fondamentale della riforma stessa rischia ora di perdersi completamente.
La condizione generale della sanità calabrese – continua – richiede, a mio avviso, un intervento immediato ed urgente della Giunta e del Consiglio regionale affinché venga fermato un collasso dell’intero sistema sanitario calabrese".
Il Giornale di Calabria
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