CATANZARO – "Esistono fatti e vicende che per la loro apparente gravità impongono, anche e soprattutto in chi riveste ruoli pubblici e politici, la doverosa scelta di un silenzio che sia rispettoso del lavoro degli organi dello Stato; un silenzio che non può e non deve essere inteso come supina accondiscendenza, dovuta riflessione, men che meno come l’arrendevolezza di chi potrebbe essere consapevole di aver, in qualche modo, commesso reati più o meno gravi".
È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale dell’Udc, Dionisio Gallo, ex assessore regionale alla Forestazione, arrestato nello scorso mese di dicembre nell’ambito dell’operazione Puma.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 7 novembre.
"Il silenzio di cui parlo – prosegue Gallo – è quello che caratterizza chi, nonostante tutto, ha fiducia nella giustizia amministrata dagli uomini; un silenzio proprio di quelle persone che di fronte ad un’inchiesta giudiziaria attendono pazientemente tempi, forme e procedure per certificare la propria onestà, nella consapevolezza di un’innocenza che non deve essere gridata ne brandita come un’arma contro chicchessia.
È il silenzio che io ho scelto fino ad oggi di fronte ad una vicenda giudiziaria che mi riguarda in prima persona e che nella sua apparente gravità investe e travolge il mio comportamento di uomo, di politico, di amministratore ma soprattutto di padre; é una scelta che comporta sofferenze ma sono convinto che essere certi della propria onestà e moralità impone sacrifici in vista di un obiettivo più grande delle nostre verbali, quotidiane, piccole e spesso polemiche soddisfazioni".
"L’obiettivo di cui parlo – prosegue Gallo – riguarda quella giustizia e quella verità di fronte alla quale chiunque non può far altro che arrendersi all’evidenza di fatti che forse possono essere stati, in qualche momento, fraintesi o non correttamente valutati ma che certamente, mai e in nessuna sede, possono essere travisati.
Le notizie cadenzate, i titoli dei giornali, il clamore mediatico, l’onta di presunti reati, tutto ciò disorienta e determina, mi ripeto, delle inevitabili sofferenze; avverto l’obbligo morale ed umano di rivolgere in questo momento un pensiero ai miei collaboratori, loro malgrado coinvolti; ciò che sopra ogni cosa deve accomunarci è la fiducia non proclamata ma incondizionata nella giustizia.
Io ho ricoperto per più di due anni il ruolo di vicepresidente della commissione regionale antimafia, ironia della sorte quando scelsi di far parte di questa commissione lo feci consapevole che l’impegno nel contrasto alla criminalità organizzata fosse uno degli imperativi di ogni responsabilità pubblica e politica; in queste settimane gli incarichi all’interno del consiglio regionale stanno per essere rinnovati".
"Per quanto mi riguarda, ed in considerazione della sola richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pubblico Ministero – conclude il consigliere regionale dell’Udc – ho deciso di non far parte più della Commissione regionale antimafia fino a quando anche il semplice sospetto di miei presunti reati non sia fugato da una indiscutibile pronuncia giudiziaria di innocenza.
È ovvio e scontato che il mio impegno politico continuerà, lo devo ai miei elettori, a chi ha sempre creduto e continua a credere in me; ma soprattutto continua perché, pur in rispettosa attesa che si completi un iter giudiziario, da onesto calabrese non intendo rinunciare a quanto, in anni di lavoro, ho cercato di costruire per la mia regione e soprattutto per la mia provincia".
Il Giornale di Calabria
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.