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Si appartono, litigano e lo uccidono – Risolto il “giallo” di Dipignano. Ad uccidere Antonio Saracino sarebbero stati due tossicodipendenti

COSENZA – Sono accusati di omicidio volontario e di rapina aggravata i due giovani arrestati dai carabinieri del Reparto Operativo di Cosenza.

Si tratta di due volti noti per le forze dell’ordine: Aurelio Natoli, 30 anni, e William Pastorello, 20 anni, entrambi di Cosenza.

I due, tossicodipendenti, erano tra l’altro stati fermati da una radiomobile dei Carabinieri proprio nel pomeriggio prima dell’assassinio e trovati in possesso di mezzo grammo di eroina.

I due, dediti probabilmente alla prostituzione, sono soliti frequentare la zona di Piazza Crispi, alle porte del centro storico cosentino.

Qui storicamente si danno appuntamento omosessuali e prostitute con i loro clienti. Antonio Saracino avrebbe trascorso la prima parte della serata di venerdì scorso con un’amica.

Poi sarebbe arrivata una telefonata e si sarebbe recato nel centro storico per incontrare qualcuno, evidentemente i due arrestati. Insieme si sarebbero appartati nel luogo del delitto.

Dopo i momenti di intimità, che sarebbero provati dal fatto che i sedili dell’auto sono stati trovati reclinati, sarebbe nato un alterco tra i tre per motivi di denaro e si sarebbe venuti alle mani.

Che Saracino si sia trovato in difficoltà è dimostrato dal fatto che una telefonata muta al 113 è partita dal suo cellulare all’una e 4 minuti della notte.

I due arrestati, evidentemente spaventati, lo avrebbero colpito più volte, anche con una pietra, reperita sul luogo. Saracino sarebbe stato abbandonato a terra.

I due si sarebbero impossessati del suo orologio, del telefono cellulare e della sua tessera del bancoposta. Avrebbero anche tentato di rubare l’auto ma, forse sbagliando ad inserire la marcia, hanno travolto il corpo di Saracino, che può darsi fosse al momento ancora vivo. Spaventati, sono poi andati via a piedi, visto che il centro città non è poi così lontano dal luogo.

Natoli e Pastorello, dopo un paio d’ore dal fatto, evidentemente bisognosi di denaro, avrebbero tentato di usare la carta del bancoposta in una filiale cittadina, senza riuscirvi, non conoscendo il codice pin.

La carta è stata trattenuta dall’apparecchio e solo lunedì mattina è stata ritrovata dagli operatori della filiale, che hanno avvertito i Carabinieri.

Grazie alle immagini registrate da una telecamera di sorveglianza dell’ufficio postale si è poi potuto facilmente identificare i due, poi rintracciati nella serata di lunedì e interrogati per ore, fino alle 4 del mattino.

I due avrebbero sostanzialmente già reso piena confessione. Restano da chiarire le esatte motivazioni della violenza perpetrata nei confronti di Saracino.

Un interrogatorio di garanzia si è tenuto già nella giornata di ieri, ad opera del PM Claudio Curreli, che sta seguendo il caso.

Al di là delle esatte motivazioni e qualche particolare della vicenda, gli inquirenti pensano comunque di aver fatto piena luce sull’accaduto, stante anche una grande quantità di tracce ematiche e biologiche lasciate sul luogo e sull’auto della vittima, al momento al vaglio degli esperti dei Ris dei Carabinieri di Messina.

Il Giornale di Calabria

1 commento

  1. do 6 novembre 2007 alle 18:16

    ero un’amica di antonio conoscendolo son sicura che lì è stato portato non ci è mai arrivato di volontà sua perchè non era gay.non credo alla diposizione di quei due drogati….lo hanno ucciso come un cane ed antonio era dolcissimo e incapace di difendersi…..ci manchi….

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