CASTROVILLARI – L’Amministrazione comunale di Castrovillari ed il gruppo archeologico del pollino sabato 10 novembre, alle ore 18, nel Protoconvento francescano, inaugureranno il nuovo allestimento del museo archeologico, in occasione della celebrazione dei XXV anni di attività del Gruppo, fondato nel 1982 e di cui è direttore Claudio Zicari.
Per celebrare il ventennale il gruppo nel 2002 riaprì il museo al Protoconvento con una serie di testimonianze. Oggi, in occasione del quarto di secolo di vita lo ripropone con una diversa veste, notevolmente innovativa, per maggiore pregio estetico e funzionalità, ispirato a più adatti criteri espositivi, che dà il senso del lavoro e dell’impegno che l’associazione profonde costantemente.
Nello stesso sono stati approntati alcuni pannelli illustrativi delle aree archeologiche.
Il museo riapre dotato anche di un’aula multimediale, con funzione introduttiva alla visita, per la comunicazione dei risultati della ricerca archeologica nel territorio e la divulgazione della conoscenza del nostro patrimonio, grazie ad un cofinanziamento della Comunità europea nell’ambito di un POR di cui è partner l’Amministrazione comunale.
Un valore aggiunto per il turismo e le politiche di promozione per l’area, nonché uno strumento di approfondimento in più per le scuole e gli studenti del circondario, interessati ad apprendere meglio la propria storia. Saranno presenti, per l’occasione, rappresentanti del mondo istituzionale, ministeriale, accademico ed associazionistico.
"Nel nuovo allestimento – ricorda il direttore del Gruppo archeologico, Claudio Zicari – i visitatori troveranno tante testimonianze del patrimonio archeologico del territorio di Castrovillari e del suo circondario, appartenenti alle epoche preistoriche fino all’alto medioevo, tra cui resti litici ed ossei, provenienti dalla contrada Celimarro, dove è stato individuato un sito risalente al Paleolitico. L’epoca preistorica è documentata, inoltre, da testimonianze provenienti dalle grotte sant’Angelo di Cassano Jonio, che hanno restituito reperti anche dell’età del Bronzo. Particolarmente interessante è anche la serie di residui provenienti dalla necropoli protostorica di Bellu Luco, località posta lungo il corso del fiume Coscile. Di particolare pregio è la sequenza in ordine cronologico di reperti provenienti dal Colle della Madonna del Castello, località da cui trasse origine l’abitato castrovillarese, che attestano, come il colle fu abitato, senza soluzione di continuità, dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri".
Sono esposti, infatti, nelle vetrine dedicate al colle strumenti in pietra di epoca preistorica, frammenti dell’età del bronzo e del ferro, di epoca greca riferibili, tra l’altro, anche a un luogo di culto, frammenti di epoca romana e pregevoli testimonianze di ceramica altomedievale.
Il Museo raccoglie tracce di frequentazione greca provenienti anche dai quartieri del Vescovado e dallo stesso Protoconvento, ove, durante i lavori di restauro furono rinvenuti, dal Gruppo archeologico del Pollino, una serie di frammenti di ceramica a rilievo e a figure rosse di fattura italiota; riferibili a tale cultura sono anche i corredi tombali della necropoli della contrada castrovillarese di Ferrocinto; e da questa necropoli proviene anche uno scheletro ben conservato in una teca unitamente a piccoli vasi e a una punta di lancia che consente di identificarlo in un antico guerriero del III sec. a.C..
Ben documentata anche la presenza romana del territorio, ove sono state individuate una serie di ville rustiche che hanno restituito frammenti della raffinata ceramica romana detta sigillata, delicati recipienti in vetro e una serie di attrezzi agricoli in ferro e frammenti di grossi vasi per derrate alimentari, che attestano un intenso sfruttamento agricolo del territorio già in epoca romana.
Tra i reperti altomedievali, spiccano, per pregio e per fattura, quelli provenienti dalla necropoli di Celimarro, dove, delle tombe scavate nella roccia, hanno restituito, tra gli altri, una fibula in bronzo raffigurante un cavallino decorato a piccoli cerchietti e una crocetta in piombo decorata a pallini, quest’ultima rinvenuta dal Gruppo Archeologico del Pollino.
Nel museo sono presenti inoltre ricche collezioni di ritrovamenti provenienti dai siti di Francavilla Marittima e Torre del Mordillo di Spezzano Albanese, dei quali sono presenti testimonianze sia del periodo indigeno che del periodo greco.
Il Museo conserva, infine, quel che resta della collezione di reperti archeologici del Marchese Gallo, che costituisce l’originario nucleo delle civiche collezioni che si sono andate sempre più arricchendo grazie all’opera indefessa del ricercatore Agostino Miglio, cui va il merito della presenza a Castrovillari di questa interessantissima realtà.
Il Giornale di Calabria
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