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Inchiesta Why Not – Nessuna competenza del Tribunale dei Ministri – E’ quanto è stato accertato per quanto riguarda il gaurdasigilli Mastella che ironizza su De Magistris

ROMA – Non è stato accertato al momento alcun reato di competenza del Tribunale dei Ministri per quanto riguarda la posizione del Guardasigilli Clemente Mastella. È quanto si apprende da fonti giudiziarie della procura di Roma che hanno inviato parte degli atti sull’inchiesta "Why not" alla procura di Catanzaro.

Il pm Sergio Colaiocco, con la supervisione del procuratore Giovanni Ferrara, ha tuttavia trattenuto alcuni atti e continua l’indagine per quanto riguarda la posizione di Mastella prima dell’incarico di governo.

Secondo quanto si è appreso dall’esame dei documenti e del fascicolo trasmesso dal pg di Catanzaro, e dall’interrogatorio dell’ex consigliere regionale Pino Tursi Prato sentito dal procuratore di Roma Giovanni Ferrara e dal pm Sergio Colaiocco, non sarebbero emersi elementi penalmente rilevanti tali da indurre la trasmissione del fascicolo al Tribunale dei Ministri. Il termine per la trasmissione degli atti al collegio competente per i reati ministeriali, è scaduto in questi giorni.

Tursi Prato venne sentito dal pm Luigi De Magistris che successivamente all’interrogatorio iscrisse Mastella nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta "Why Not". Mastella resta indagato anche a Roma per truffa, finanziamento illecito e abuso d’ufficio. Secondo quanto si è appreso l’attività istruttoria del pm Colaiocco continuerà anche nei prossimi giorni. Il magistrato potrebbe decidere di sentire altri personaggi coinvolti nell’indagine per verificare l’eventuale sussistenza di reati commessi a Roma da Mastella nella sua veste di segretario dell’Udeur e di parlamentare.

"Ho sempre detto che il motivo di quell’avocazione era sottrarmi l’inchiesta e continuo a pensarlo così. Lo dimostrerò nelle sedi competenti".

Lo ha detto Luigi De Magistris, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla decisione della procura di Roma di non inviare gli atti riguardanti Clemente Mastella al Tribunale dei ministri. "De Magistris? È stato un egregio pittore del ’500 che si affermò nelle Marche, dove portò la lezione pittorica del manierismo romano".

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, risponde così, invece, ai cronisti che gli chiedono un commento sul pm di Catanzaro e, in particolare, sulla decisione della Procura di Roma di non inviare una parte degli atti dell’inchiesta "Why not", che lo riguardano, al tribunale dei Ministri. Durante una pausa delle votazioni al Senato, il Guardasigilli viene avvicinato dai senatori dell’Udeur ai quali non nasconde la sua soddisfazione per la decisione presa oggi dalla Procura di Roma.

Ai giornalisti che lo incalzano in proposito, Mastella non intende rispondere. Ma si limita a tirar fuori dalla tasca un foglio, dal quale legge alcune note biografiche del pittore del ’500 Simone De Magistris, omonimo del magistrato di Catanzaro che lo ha iscritto nel registro degli indagati. Quel pittore – dice Mastella " "a suo tempo fu considerato una imprevedibile sorpresa pittorica".

Il Giornale di Calabria

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