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Il dominio incontrastato della cosca Gioffrè

SEMINARA (RC) – Un intero territorio dominato in maniera assoluta da una cosca di ‘ndrangheta, con un controllo ”scientifico” del voto e, una volta ottenuta l’elezione delle “persone giuste”, di ogni settore dell’attività del Comune. Accade a Seminara, comune della Repubblica italiana ma, in realtà, comune in cui l’autorità dello Stato aveva ceduto il passo da tempo a quella ben più preponderante ed autorevole delle cosche.

Un inchiesta della Dda di Reggio Calabria e le indagini dei carabinieri del Comando provinciale hanno consentito di scoperchiare il pentolone di una “minestra” nauseabonda: la cosca Gioffré, padrona incontrastata del territorio di Seminara, aveva il controllo totale del Comune, acquisendo, in modo diretto ed indiretto, come hanno riferito i carabinieri, la gestione o comunque il controllo di concessioni, autorizzazioni e servizi pubblici comunali; realizzando, così, profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri ed impedendo, al contempo, il libero esercizio del voto. Nulla sfuggiva al controllo della cosca e nessuno osava contrastarlo.

L’inchiesta della Dda ha portato all’arresto del sindaco, Antonio Pasquale Marafioti; del vicesindaco, Mariano Battaglia; dell’ex sindaco, Carmelo Buggé, e del capo della cosca Gioffré, Rocco Antonio Gioffré. Con loro sono finiti in manette l’assessore Adriano Gioffré, nipote del capo della cosca; tre figli di Rocco Antonio Gioffré, Antonino, Vincenzo e Domenico; un altro nipote del boss, Vincenzo Vittorio Gioffré, e Domenico Laganà e Vincenzo Tripodi, entrambi legati da rapporti di parentela con i Gioffré.

Due persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare si sono rese irreperibili. Altre nove persone, inoltre, tra cui alcuni consiglieri comunali in carica, risultano indagate. Il dato più significativo è il controllo in termini pressoché matematici che la cosca Gioffré aveva del voto amministrativo a Seminara, concretizzatosi in occasione delle elezioni del maggio scorso che avevano portato all’elezione a sindaco di Marafioti.

Negli atti dell’inchiesta figura l’intercettazione di un colloquio tra il boss Gioffré e Marafioti, sindaco uscente, che aveva espresso qualche perplessità a ricandidarsi.

“Tu ti devi candidare – dice Gioffré a Marafioti – perché qui decido io e la tua elezione é sicura. Possiamo contare su 1.750 votì e sono più che sufficienti per vincere”.

L’attendibilità dell’affermazione di Gioffré si è concretizzata all’esito del voto. La lista ‘Insieme per Seminara’, che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Marafioti, ha ottenuto, infatti, 1.758 voti, addirittura otto in più rispetto alla previsione del boss.

Il controllo del voto da parte della cosca, in sostanza, era assoluto. Il prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, dopo l’esecuzione degli arresti, ha sospeso il Consiglio comunale di Seminara, avviando la procedura per lo scioglimento. Provvedimento che era già stato adottato nei primi anni ’90, quando era sindaco Carmelo Bugge’.

telereggiocalabria.it

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