CATANZARO – ”Da mesi il Servizio centrale di protezione cerca di costringermi a fuoriuscire dal programma speciale di protezione e, di conseguenza, a ritirare la costituzione di parte civile nel processo contro la cosca Gerace-Raso”. A sostenerlo, in una dichiarazione, è Maria Giuseppina Cordopatri, testimone di giustizia.
La Cordopatri, teste in numerosi processi di ‘ndrangheta e attualmente sottoposta al programma di protezione predisposto per lei dal Ministero dell’Interno, parla di comportamenti omissivi e silenti che violano lo spirito e la lettera della legge 45 del 2001.
Il dibattimento contro i Gerace-Raso inizia il 4 dicembre scorso al Tribunale di Catanzaro.
“Una mia eventuale disperata decisione in tal senso – ha aggiunto – si concretizzerebbe in un aiuto insperato e oggettivo agli imputati e a quei settori delle istituzioni che li fiancheggiano. Il Tar del Lazio giovedì 22 potrà porre fine a questa strategia omertosa e dissennata”.
(Ansa)
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