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Fortugno, i killer scapparono da Locri dopo l’omicidio – Al processo la deposizione del poliziotto Silipo e le intercettazioni: «Non uscite, c’è troppa polizia»

LOCRI – Alcuni degli imputati del processo Fortugno dopo il delitto si allontanarono da Locri per evitare di essere sottoposti a controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ quanto ha dichiarato ieri mattina, durante la sua deposizione, l’ex vice dirigente e responsabile della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Reggio Calabria, Luigi Silipo.

Dalle intercettazioni telefoniche – ha raccontato ancora Silipo – emergeva che dopo l’omicidio Fortugno c’era preoccupazione nel gruppo ed alcuni componenti del gruppo stesso decisero di trascorrere alcuni giorni lontano dalla Calabria». L’ex braccio destro di Salvatore Arena, capo della squadra mobile reggina ai tempi dell’omicidio Fortugno, ha raccontato chi nei giorni successivi all’omicidio si spostò lontano dalla Calabria: «Alessio Scali e Domenico Novella, ad esempio, andarono in provincia di Milano, Salvatore Ritorto in Provincia di Brescia, dove viveva la sua fidanzata, e Carmelo Dessì a Roma da parenti ».

Nel corso della deposizione Luigi Silipo ha illustrato anche le numerose telefonate che furono fatte dai componenti del gruppo criminale di Locri, prima e dopo l’omicidio.

Il gruppo parlava, si informava, chiedeva spiegazioni, cercava tranquillità: «Il 17 ottobre, il giorno dopo l’omicidio – ha proseguito Silipo – Novella invia un messaggio telefonico a Carmelo Dessì e gli comunica che si allontanerà da Locri per qualche giorno. In quel periodo tra i componenti del gruppo c’era nervosismo e preoccupazione, si sentivano controllati dalle forze dell’ordine in maniera particolare.

laprovinciacosentina.it

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