CROTONE – Sala gremita al Bastione Toledo di Crotone per la chiusura della Settimana delle biblioteche, organizzata dall’assessore comunale alla cultura, Giovanni Capocasale, per scoprire la proposta del prof. Luigi Dima: sette poesie inedite di Salvatore Quasimodo. Si è trattato di sette poesie giovanili scritte nel 1918, dal poeta siciliano quando aveva 17 anni.
L’editore Rubettino le pubblicherà con il titolo di: "Alucce" arricchite da sette litografie di Ernesto Treccani, con l’introduzione di Alessandro Quasimodo, figlio del poeta, e la post-fazione di Cinzia Curzio Ferrari che conobbe e frequentò a lungo il poeta.
Nel corso della serata, moderata dal giornalista Rolando Belvedere, Alessandro Quasimodo ha delineato il tema della poesia e della figura paterna. Due ore vissute accanto al poeta raccontato con la sua grandezza poetica ma anche con le sue umane debolezze. Singolare che nel corso della sua performance, che vedeva alternarsi i versi del poeta con il racconto, Alessandro Quasimodo non abbia mai citato il nobel conseguito dal padre se non in un caso: a proposito di un dissidio sfociato in una tenzone "poetica" con l’altro premio nobel per la letteratura, Eugenio Montale.
Quasi a sottolineare i rapporti difficili con la famiglia, Alessandro ricorda che a Stoccolma, Salvatore Quasimodo non portò né la moglie, la danzatrice Maria Cumani, né il figlio allora ventenne che dice: "Sì qualcosa in me è rimasto, credo che una occasione così importante, unica, dovesse essere condivisa con l’intero nucleo familiare, un’ingiustizia soprattutto nei confronti di mia madre che aveva dedicato la propria vita a lui, sacrificandogli la propria carriera".
Prendendo spunto da uno dei più celebri versi paterni, Alessandro Quasimodo ha intitolato la sua performance "Quasimodo: Operaio di sogni" a sottolineare che il poeta nei suoi versi ha raccontato la realtà così come la vedevano i suoi occhi ed ha letteralmente "avvitato" tra loro percorsi di sogni toccando vette poetiche che lo hanno portato a conseguire il nobel, il più alto riconoscimento per la letteratura, senza perdere l’umiltà di chi si sente "operaio" al servizio delle coscienze e della sensibilità dell’animo umano.
Il Giornale di Calabria
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