FALCONARA ALBANESE (CS) – ”Stiamo profondendo il massimo impegno perche’ sull’omicidio di Roberta Lanzino emerga la verita”’. Lo ha detto all’ANSA il pm della Procura di Paola Domenico Fiordalisi, titolare dell’inchiesta sull’omicidio della studentessa di Cosenza violentata ed uccisa il 26 luglio del 1988 a Falconara Albanese.
”Una verita’ necessaria – ha aggiunto il pm Fiordalisi – per dare la giuste risposte su un fatto la cui gravita’ ci ha indotto a non fermarci mai nell’attivita’ investigativa”. A distanza di 20 anni dall’omicidio di Roberta Lanzino potrebbe essere vicina, dunque, la verita’ su uno degli assassini piu’ efferati mai commessi in Calabria.
Accertata l’estraneita’ dei fratelli Giuseppe e Rosario Frangella, accusati in un primo tempo dell’omicidio ed assolti in via definitiva, la Procura di Paola ha indagato per l’omicidio della studentessa un imprenditore agricolo Francesco Sansone, di 46 anni.
Sansone e’ in carcere per scontare una condanna per due omicidi, quello di un maresciallo di polizia penitenziaria, suo omonimo, e quello di una donna, Rosaria Genovese. Sansone e’ attualmente in permesso, ma in questi giorni rientrera’ in carcere per scontare la condanna che gli e’ stata inflitta.
Per lo sviluppo delle indagini si sta rivelando determinante la testimonianza di una donna, che ha riferito di avere incontrato Roberta Lanzino il giorno dell’omicidio.
La studentessa si sarebbe rivolta a lei per avere informazioni sulla strada da percorrere per raggiungere località Torremezzo di Falconara Albanese.
La donna, che si trovava insieme al fratello a bordo di un furgone, ha riferito di avere notato che Roberta Lanzino, che viaggiava a bordo di uno scooter, era seguita da un’automobile (una Fiat 131) alla guida della quale si sarebbe trovato l’ uomo che avrebbe poi ucciso la studentessa.
Nei giorni scorsi il pm Fiordalisi ha effettuato un sopralluogo insieme alla donna nella zona di Falconara Albanese in cui sarebbe avvenuto l’incontro con la studentessa. Sopralluogo da cui sarebbero emersi ulteriori elementi utili all’accusa.
Fiordalisi ha anche interrogato Francesco Sansone, contestandogli di avere ucciso la studentessa. Sansone, che era assistito dal suo difensore di fiducia, Enzo Belvedere, ha respinto tutti gli addebiti.
(Ansa)
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