REGGIO CALABRIA – “Duemila miliardi … me li gestivo io per i c… miei … Allora perché vi dico ragionate con le teste e non fate gli storti … perché ce ne sono certi da noi che sono storti e certi che sono intelligenti, mi hai capito? Che non sanno neanche che vuol dire … perché soffro quando penso … per una cazzata”. Così Domenico Crea si rivolge al suo uomo di fiducia, Antonio Iacopino, mentre si trovano in auto insieme.
Un colloquio registrato dagli investigatori: “Ma no con uno stipendio – aggiunge Crea – che c… te ne fotte dello stipendio. Cioé, ma quando hai me cretino tu che puoi fare? Ti prendi i 10 mila euro di consigliere? e che c… sono?”. “Quando io a quello storto di Battaglia – dice ancora Crea – gli ho detto viene e fammi il direttore generale .. che gli volevo dire? Quanti ne abbiamo 3.000 miliardi 4.000 miliardi .. ci sei pure tu”. Dialoghi che secondo i pm della Dda reggina, che hanno coordinato l’inchiesta, evidenziano “la bramosia insaziabile di arraffare a piene mani denaro pubblico in quantità smisurata, a fronte della quale l’indennità di consigliere regionale di diecimila euro al mese, o uno stipendio da direttore generale, vengono liquidati in termini assai eloquenti”.
Non solo. Dalle parole di Crea, affermano i pm, si evince “l’assoluto sprezzo per qualsiasi vincolo ed ancor di più per qualsivoglia limite possa frapporsi alla realizzazione dei propri progetti di occupazione delle posizioni apicali del potere amministrativo regionale, imponendo solo ed esclusivamente i propri diretti referenti in tutti i posti chiave”.
(Ansa)
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