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Operazione “Onorata sanità” – I PM: “Fortugno rompeva equilibri. Borghesia mafiosa asservita a cosche”

REGGIO CALABRIA – L’elezione al Consiglio regionale della Calabria di Francesco Fortugno, ucciso a Locri il 16 ottobre 2005, “evidentemente poteva determinare, se non la rottura, quanto meno la discussione di equilibri politico-economico-mafiosi consolidatisi nel tempo, con conseguente perdita o comunque ridimensionamento sia delle prospettive di inserimento in posti di potere, sia dei correlativi ingentissimi guadagni”. Lo sostengono i magistrati della Dda di Reggio Calabria che hanno coordinato l’inchiesta che stamani ha portato a 18 arresti.

I pm, dopo avere evidenziato che storicamente la ‘ndrangheta ”ben di rado ha perpetrato omicidi in danno di personaggi ritenuti eccellenti, soprattutto in campo politico”, affermano che con “con l’omicidio Fortugno, invece, si assume una decisione grave e diversa: evidentemente perché l’elezione dello stesso, oltretutto permessa da una incredibile mole di voti a suo favore (incredibile soprattutto in quanto non preventivabile e non preventivata neppure dai soggetti più addentro alle dinamiche politiche regionali)”, poteva determinare la discussione di alcuni equilibri.

“Tali prospettive, invece – proseguono i magistrati – potevano evidentemente considerate maggiormente garantite attraverso la collocazione in seno alla più importante struttura politica regionale, di quel famoso ‘referente’ cui si allude nella conversazione del Pansera”.

Nella conversazione, intercettata il 13 luglio 1998, Giuseppe Pansera, medico, genero del boss Giuseppe Morabito detto “tiradritto”, già detenuto, dice: “gli altri 10 ‘locali’ che noi possiamo attingere voti, poi vediamo a chi c…. possiamo appoggiare per vedere nella Regione, per avere uno che ci possa garantire di qualche cosa, ma nella peggiore delle ipotesi qualche lavoro”.

Borghesia mafiosa asservita alle cosche.

Nel corso degli anni si è creata una “‘borghesia mafiosa’, totalmente asservita agli interessi delle cosche”. Una zona grigia dalla quale i sodalizi criminali, “che l’hanno creata e la gestiscono a proprio piacimento, traggono linfa vitale in termini di arricchimento illecito”.

A rilevarlo sono i pm della Dda di Reggio Calabria che hanno coordinato l’inchiesta che ha portato a 18 arresti per intrecci mafia-politica nel settore della sanità in Calabria. I pm antimafia reggini, ricordano come le inchieste “Armonia” e “Panta Rei”, alla fine degli anni ’90, ”hanno dimostrato da un lato l’interesse delle cosche mafiose, in particolar modo di quella dei Morabito di Africo, alla collocazione di un uomo di fiducia nelle istituzioni per il perseguimento dei propri interessi, dall’altro la focalizzazione dell’interesse da parte degli esponenti dello stesso gruppo nel mondo della sanità, alla luce anche della strumentalizzazione a propri fini proprio della facoltà di medicina dell’Università di Messina” così come emerso in altre inchieste.

Il ruolo di referente, proseguono i pm, “avrebbe potuto essere svolto da personaggi politici già ‘sperimentati’, di assoluta fiducia, il cui apporto avrebbe permesso di acquisire posti di comando, intendendosi con questo il successivo appannaggio da parte di elementi comunque legati ai potentati mafiosi dei più svariati incarichi: da quelli dirigenziali quali ‘presidenze’, ‘commissioni’, ‘direzioni di Asl’ e di altri enti, volano per il successivo accaparramento delle risorse economiche pubbliche, soprattutto mediante l’inserimento negli appalti di servizio e fornitura, sino a quelli più bassi di mera conquista da parte di terzi, amici e familiari, del tanto agognato ‘posto pubblico’, quest’ultimo distribuito ‘a pioggia’ agli amici ed agli ‘amici degli amici’, per consolidare il proprio potere attraverso l’asservimento della popolazione, messa in condizione di ritenere che l’unico modo di lavorare o comunque garantirsi un guadagno sia quello di continuare ad essere vicini a chi ‘conta’ o comunque di appoggiare certi personaggi”.

E’ da tutto ciò, affermano i pm, è derivata la creazione della “borghesia mafiosa” grazie alla quale le cosche “traggono linfa vitale in termini di arricchimento illecito mediante l’accaparramento di denaro pubblico ed anche di consenso popolare, in assoluta contrapposizione a quello dello Stato”.

Giunta regionale riunita d’urgenza.

E’ riunita una Giunta regionale straordinaria, convocata d’urgenza dal presidente Loiero dopo gli arresti della scorsa notte a Reggio.

Secondo quanto s’apprende la Giunta dovrebbe procedere ad un’operazione di profonda bonifica nel mondo della sanità calabrese.

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