CATANZARO – Ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari, Tiziana Macrì, Antonio Colacino, 51 anni, il latitante che era sfuggito alla cattura dei carabinieri il 21 gennaio nel blitz messo a segno per l’operazione “Gambero” con la quale sono finiti in carcere undici persone di etnia rom accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolar modo, cocaina, nel capoluogo e nel comprensorio. Colacino, difeso dall’avvocato Arturo Bova, avrebbe spiegato al giudice la sua posizione nell’ambito dell’inchiesta sostenendo di essere estraneo ai reati contestati.
Colacino era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla stessa Macrì su richiesta dei procuratori della Direzione distrettuale antimafia Gerardo Dominijanni e Maria Carla Sacco. Colacino era sfuggito alla cattura perchè era in viaggio con il suo Tir.
L’uomo, infatti, per mestiere fa l’autotrasportatore. E proprio alla guida del Tir parcheggiato a Martelletto, nei pressi di una ditta di trasporti, si trovava giovedì scorso quando è stato rintracciato dagli inquirenti.
In quel frangente sarebbe stato contattatto telefonicamente dal suo legale, l’avvocato Arturo Bova, che gli avrebbe consigliato di costituirsi visto l’ordine di arresto emesso nei suoi confronti.
Colacino avrebbe risposto che si sarebbe costituito solo dopo un ultimo trasporto da effettuare col Tir al nord Italia.
Poi sarebbe ritornato nel capoluogo di regione e si sarebbe costituito. Ma non ne ha avuto il tempo. I carabinieri si sono appostati nella zona e, quando ha chiamato la pizzeria per ordinare una “capricciosa” da portare via è scattato il blitz. I militari hanno intercettato la telefonata e si sono appostati come dei normali avventori dentro il locale in attesa che arrivasse Colacino. E lo hanno arrestato.
Gazzetta del sud
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