REGGIO CALABRIA – È durato circa novanta minuti l’interrogatorio, da parte del gip di Reggio Calabria, del consigliere regionale Domenico Crea, 56 anni, arrestato nel corso dell’operazione "onorata sanità", coordinata dalla Dda reggina.
Crea, che è difeso dagli avvocati Michele Albanese e Domenico Canale, ha risposto alle domande poste dal Gip Roberto Lucisano, dai pubblici ministeri Francesco Scuderi, Mario Andrigo e Marco Colamonici, in particolare, sull’iter amministrativo seguito per ottenere il rilascio dell’autorizzazione dell’Asl 11 di Reggio Calabria per la convenzione di Villa Anya, la clinica privata di proprietà della famiglia Crea, con il servizio sanitario nazionale e sui rapporti con il suo elettorato.
Domenico Crea, che è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, deve rispondere sui rapporti che avrebbe mantenuto con personaggi appartenenti ad almeno tre cosche della ‘ndrangheta della fascia ionica reggina, emersi dalle numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali.
I suoi legali hanno preannunciato che nei prossimi giorni, nel caso di un esito favorevole delle fasi preliminari delle indagini, terranno un incontro con gli organi di informazione.
Ieri è stato sentito anche il figlio di Domenico Crea, Antonio. Anche lui ha risposto alle contestazioni mosse. Sarà sentita nei prossimi giorni, invece, la moglie di Antonio, Laura Autelitano, che è agli arresti domiciliari. Entrambi sono difeso dall’avvocato Albanese.
Prima di Domenico Crea, Scuderi, Andrigo e Colamonici avevano sentito colui che gli investigatori ritengono il direttore amministrativo "ombra" di Villa Anya, Tonio Iacopino, ex direttore amministrativo dell’Asl 11 di Reggio Calabria, difeso dall’avv. Demetrio Battaglia, e da qualche anno, capo struttura di Domenico Crea in Consiglio regionale.
Anche Iacopino deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa ed altri reati contro la pubblica amministrazione.
Secondo quanto si è appreso, Iacopino ha risposto ai pubblici ministeri circa il suo ruolo di amministratore di fatto di Villa Anya, struttura, è stato rilevato in ambiente difensivi, "che aveva già ricevuto il placet operativo prima che lo stesso iniziasse la sua collaborazione con il consigliere Crea".
Il Giornale di Calabria
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