CATANZARO – “L’unica cosa evidente sulle notizie pubblicate oggi in relazione alla vicenda Why Not è il tempismo sospetto con cui vengono riciclate ed enfatizzate circostanze già apparse sulla stampa anche nazionale”. E’ quanto afferma Pantaleone Sergi, portavoce del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in riferimento ad servizio giornalistico apparso oggi sul ‘Quotidiano della Calabria’ sui presunti finanziamenti della campagna elettorale del 2005.
“Sui motivi di tale operazione – afferma Sergi – è inutile soffermarsi più di tanto. L’obiettivo è evidente. Si tenta di influenzare pesantemente la già intensa giornata di domani durante la quale entrerà in una fase cruciale, con la requisitoria del pm, il processo sulla sanità che riguarda il presidente, mentre nel pomeriggio affronterà la discussione in Consiglio regionale per decidere se restare o dimettersi”.
“Il presidente – ha aggiunto Sergi – non ha inteso comunque commentare rinviando tutto a dopo la celebrazione dei due avvenimenti. Non posso comunque non sottolineare la puntuale coincidenza tra effetti mediatici che poggiano sul nulla e appuntamenti delicati”.
Nell’articolo del Quotidiano si parla del finanziamento da parte del presidente della Despar, Antonio Gatto, a Loiero per la campagna elettorale del 2005 facendo riferimento, in particolare, alle dichiarazioni di un testimone.
“Dopo avere subito una serie di pressioni – scrive il giornale – il testimone ha ceduto, procurando i soldi che gli erano stati richiesti dall’imprenditore Antonio Gatto e che sarebbero serviti a finanziare la campagna elettorale di Loiero. ‘Posso documentare – sostiene il testimone davanti al magistrato – dalla tenuta delle scritture contabili della mia societa’, il prelievo e l’uscita della somma di denaro (50.000 euro, ndc), condotta che ho posto in essere a seguito delle pressioni ricevute, secondo le modalita già riferite e sicuramente in contrasto con quella che era la mia volontà”.
Secondo il giornale, “il testimone racconta che a seguito della richiesta, ho incaricato il direttore del punto vendita e la responsabile amministrativa ad effettuare il prelievo, chiudere i soldi in una busta di quelle utilizzate da tutte le filiali Despar e li avvisai, inoltre, che sarebbe passato a ritirare la busta un incaricato di Gatto. Anziché la visita dell’incaricato di Gatto, ricevetti una telefonata da un incaricato di Gatto stesso che mi chiese di porre la busta con il relativo conternuto in una filiale Despar che è proprio di Gatto e da lui direttamdente gestita. Rappresento che c’era una grande attesa ed un grande fermento con riguardo alla richiesta ed alla consegna di questa somma di denaro”.
(Ansa)
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