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Porre un freno agli infortuni – Sono troppi quelli che accadono nel settore agricolo. Iniziativa del Fimi a Cosenza

COSENZA – Troppi infortuni sul lavoro nel settore agricolo e forestale, il più colpito dopo quello edilizio. C’è bisogno di nuove competenze per ridimensionare l’autentica mattanza che giornalmente colpisce tanti lavoratori, alle prese con i mezzi meccanici. C’è pertanto l’esigenza di nuova formazione e di opportuni aggiornamenti nell’intento di migliorare le conoscenze in materia di misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

In proposito, una iniziativa di formazione è stata promossa dall’ente paritetico bilaterale in agricoltura, Fimi (Fondo integrativo malattia e infortunio) che ha promosso un corso di formazione per lavoratori designati, in base alla legge 626 del 1994, di gestione delle attività di pronto soccorso nelle aziende agricole e forestali.

I lavoratori del settore in provincia sono circa 40 mila e al corso parteciperanno dai 200 ai 300 lavoratori, i quali saranno poi impegnati nelle rispettive aziende nell’azione di prevenzione degli infortuni. Gli imprenditori del settore dovranno segnalare gli addetti alla gestione del pronto soccorso aziendale per la frequenza del corso, dato che la legge fa loro obbligo di provvedere alla formazione dei lavoratori designati, entro il 31 marzo prossimo.

Le lezioni si svolgeranno nella prima decade di maggio. Il Fimi va incontro all’esigenza di formazione, sollevando le aziende dagli oneri organizzativi e finanziari. Il corso si articola in due moduli con obiettivi didattici ben definiti.

Il primo modulo prevede lezioni attinenti il sistema di soccorso, l’attuazione degli interventi di primo soccorso, l’accertamento delle condizioni psico-fisiche del lavoratore infortunato (previsti nozioni elementari di anatomia e fisiologia, tecniche di autoprotezione, sostenimento delle funzioni vitali, riconoscimento e limiti di d’intervento di primo soccorso, conoscenza dei rischi specifici).

Il secondo modulo prevede l’acquisizione delle conoscenze sui traumi in ambiente di lavoro e sulle patologie specifiche nonché l’acquisizione delle capacità di intervento pratico.

"L’iniziativa promossa – ha dichiarato il presidente del Fimi, Antonio Russo – mira a coprire il vuoto in un settore che i drammatici eventi soprattutto di questi ultimi mesi hanno crudamente evidenziato. Bisogna correre ai ripari perché l’inazione non sarebbe solo colposa, ma ci renderebbe responsabili di altre tragiche morti bianche, di cui l’Italia purtroppo ha il primato in Europa. C’è da scongiurare il verificarsi di un morto ogni sette ore, ma anche di annullare il gap di prevenzione esistente perfino nel settore dell’assistenza.

Spesso, infatti – ha aggiunto Russo – i lavoratori o i loro familiari ricorrono all’aiuto di persone senza scrupoli, incompetenti o faccendieri, col risultato che all’infortunato non viene riconosciuto il diritto alle prestazioni. Ai patronati, gli enti di assistenza sociale abilitati all’espletamento delle necessarie pratiche senza oneri per gli interessati, si rivolge soltanto il 12 per cento delle persone infortunate.

Il Fimi e i sindacati di categoria sono pertanto impegnati a fare opera di informazione fra i lavoratori e intanto – ha concluso il presidente dell’ente bilaterale in agricoltura – il nostro ente promuove il corso di formazione nell’intento di mettere le aziende nella condizione di operare nell’ambito della legge a salvaguardia dell’incolumità e della stessa vita dei lavoratori agricoli e forestali".

Il Giornale di Calabria

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