CATANZARO – “Gioisco per la richiesta di proscioglimento fatta dal Pm che mi restituisce una parte della mia immagine deturpata da una accusa ingiusta e apparsa subito evanescente e attendo con serenità il pronunciamento del Gup”. E’ quanto ha detto il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, circa la richiesta di proscioglimento avanzata dal pubblico ministero, Salvatore Curcio, nell’inchiesta sulla Sanità per la quale era stato chiesto il rinvio a giudizio dal sostituto procuratore Luigi De Magistris.
“Quando ho sfidato il pm De Magistris che mi ha trascinato nell’inchiesta – ha aggiunto Loiero – contavo in questa soluzione. Ho aspettato, mi sono difeso nel processo per il rispetto che ho della magistratura la quale in Calabria svolge un compito importante e rischioso per assicurare la legalità, essenziale in democrazia, ma non posso non ricordare che tutta questa vicenda ha obiettivamente minato – e ciò è profondamente ingiusto – il prestigio della carica di presidente a cui mi ha indicato il 60 per cento dei calabresi”.
“Ricordo – ha proseguito Loiero – di essere stato sentito dal Pm De Magistris come persona informa dei fatti e come tale congedato. Dopo due giorni mi sono trovato indagato e con la notizia pubblicata su un settimanale che, chiaramente, l’ha appresa prima di me”.
Loiero ha poi aggiunto: “ricordo ancora che per questa inchiesta sono stato messo alla gogna da figure delle istituzioni come l’ex ministro Cesare Salvi e da personaggi di ben diversa provenienza, come un indagato per essere il mandante del delitto Fortugno che in aula ha pronunciato un sinistro messaggio (‘Loiero non può parlare perché indagatò) e un personaggio dai comportamenti platealmente arroganti, poi coinvolto in una rissa e finito in ospedale, che in una Tv nazionale mi ha aggredito verbalmente in maniera indecente. Costoro hanno cercato di trascinarmi nel fango, mi hanno obiettivamente delegittimato, per un reato ora riconosciuto inesistente dallo stesso ufficio del pubblico ministero, prima rappresentato dal dottor De Magistris ed ora dal dottor Salvatore Curcio”.
“Attendo – ha concluso – sempre il pronunciamento del giudice terzo. Di questa vicenda solamente di una cosa mi rammarico, avere usato la parola sfida, che ritengo non è stata ininfluente nella richiesta di rinvio a giudizio”.
(Ansa)
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