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Servizi segreti: "La ‘ndrangheta è eversiva"

ROMA – E’ la ‘ndrangheta la componente più pericolosa, “in grado di esprimere valenza eversiva”, nel panorama della criminalità nostrana. Lo afferma la relazione dei servizi segreti al Parlamento, che, sul fronte internazionale, rileva “l’elevata probabilità di attacchi contro militari e civili italiani all’estero” specialmente in Afghanistan e Libano. E avverte che il terrorismo di matrice jihadista “si conferma uno dei principali aspetti della minaccia” in Europa, dove “sono stati sventati disegni offensivi di cellule, anche autoctone”.

La relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza è stata presentata oggi a Palazzo Chigi dai vertici dei servizi segreti e dal sottosegretario Enrico Micheli, che ha anche fatto sapere che il relgolamento sul segreto di stato sarà in vigore entro il 12 aprile. Ai segreti di stato più vecchi di 30 anni potranno accedere anche i familiari e gli studiosi, spiega Micheli, aggiungendo che il regolamento che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale spiegherà chi e come potrà chiedere di accedere alle carte desecretate.

Cresce la minaccia della ‘ndrangheta. Nonostante i colpi subiti, l’organizzazione criminale che fa più paura in Italia è la ‘ndrangheta. “Continua ad insinuarsi in settori economici come la costruzione di strade, la sanità, il turismo, l’agroalimentare e le attività imprenditoriali nell’area di Gioia Tauro, uno dei maggiori porti di smistamento container nel Mediterraneo”, si legge nella relazione al Parlamento.

“Anche la camorra – si legge sempre nel documento – mostra una spiccata propensione ad infiltrare amministrazioni locali e ad inserirsi in proficui comparti nella gestione dei servizi pubblici. Il suo livello di pervasività è testimoniato in Campania, alle prese con l’emergenza rifiuti, possibile risultante di un concorso di fattori che vede in primo piano l’invadenza della camorra nell’intero ciclo dei rifiuti”.

La mafia, invece, sembra in crisi profonda per la mancanza di successori dovuta anche ad arresti eccellenti: “Latitanti di spicco quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo sono stati assicurati alla giustizia ed al tempo stesso vi è una carenza di successori a causa dello scarso spessore dei quadri sopravvissuti”, sostiene la relazione.

larepubblica.it

1 commento

  1. Francesco 20 marzo 2008 alle 11:18

    dove trovo la relazione completa?

    Grazie per l’informazione.

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