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1 MARZO : la locride diserta – Un mezzo flop la manifestazione di Locri

LOCRI – L’inflessione del dialetto Veneto la riconosci subito, ad orecchio. In Veneto si crede fermamente che le piazze piene, fumanti di slogan e striscioni, possano fare la differenza. Se in Veneto non vogliono gli americani ce li prendiamo volentieri noi, con tutti gli armamenti e le foto di Bush al seguito. Potremmo in cambio dargli le figurine di Tripodi e Crea sempre che li non abbiano già i doppioni.

I Veneti sono talmente convinti che con un corteo si possa barattare la civiltà che qualcuno è giunto fino a Locri per guardare da vicino com’è fatto un paese battezzato dalla ‘ndrangheta e per aiutare i giovani di tutta una terra a dire no. Peccato che i giovani di questa terra non ci fossero. Insieme ai Veneti c’erano anche emiliani, lombardi, qualche abruzzese e turisti da weekend di un po’ tutto lo stivale.

Circa duemila persone, che in soldoni sono un terzo delle presenze che riesce a fare il "Different Party" a mezzo agosto senza scomodare la ‘ndrangheta, i giornali e le televisioni. E incassando anche qualche euro invece di spenderlo. Ma in questi giorni i bed&breakfast erano animati, e pure qualche hotel. Stai a vedere che invece del turismo culturale si potrebbe puntare su quello da corteo antimafia.

Oltre ad essere già colpiti da ulcere da inciviltà cronica potremmo considerare l’ipotesi di cospargerci il capo di cenere e il volto di lacrime e gridare al lupo, al lupo, nella speranza che qualche comitato o qualche associazione dopo l’Africa possa venire ad esorcizzare anche noi.

Anche Red Ronnie ha disertato Sanremo per essere sul palco di Locri, commosso dal destino di un popolo vessato dalla ‘ndrangheta e senza il suo vescovo.

Il fatto rimane ed è assordante, anche se tg e cameraman sedicenti hanno sperimentato inquadrature ad angoli inesistenti per assolvere l’evento, il buco è grande e tende ad allargarsi. Anche le super star da corteo, quelle con il megafono in bocca e gli slogan da vittime sacrificali, sono deluse, per i loro proclami si aspettavano il pubblico delle grandi occasioni. Aspetteranno, oppure conviene richiamare Jovanotti o Pelù.

Le grandi manovre per la sottoscrizione di una "Santa Alleanza" contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate, solo quelle deviate perché le altre hanno la proroga, è iniziata qualche mese fa, dopo l’abbandono del presule Bregantini, e dopo il tour nazionale che quelli del Goel hanno affrontato nel tentavio di raccogliere un po’ di giustizia caritatevole e comprensione fuori regione, strizzando l’occhio anche a qualche buon accordo con cooperative extraterritoriali che porterebbero qualche buona chance nei prossimi mesi. Bisogna pur mangiare.

Lo show proposto questa volta non è andato secondo previsione. Sotto elezioni le attese erano tante. Ma si vede che i voti sono già in cassaforte, oppure i candidati "stranieri" hanno sedato la corsa da campagna elettorale.

Il cammino verso l’ "alleanza" proposta dal Goel, è partita venerdi notte con una veglia nella chiesa di Porto Salvo, quasi a voler suggellare anche nello spirito la voglia di rivoluzione. Anche la navata della chiesa sidernese brulicava di dialetti che poco o nulla c’entravano con il calabrese stretto, asciutto. La gente della locride ha disertato, non ci ha creduto.

Il Sindaco di Locri però mi ha fulminato: ”Non importa la reale funzione e i risultati di questa manifestazione, si parlava di giustizia, di lavoro e di essere contro la ‘ndrangheta, chi non è venuto ha sbagliato”.

Tutto sommato ha ragione. Ma come dare torto a chi ha assistito al nulla del dopo Fortugno. A chi ha continuato a sperare in un cambiamento che mai potrà arrivare da una piazza piena.

Forse si potrebbe dare torto a chi invece non è sceso in strada perché in fondo in fondo di fare a meno di questa ‘ndrangheta non ne ha voglia. Chi pagherà gli stipendi di mezza Calabria altrimenti.

Non sono i proclami a cambiare le cose, ma le alternative. Lo Stato non dovrebbe essere un’alternativa, ma un diritto. Potremmo spiegare questo ai Veneti venuti a dire no. Magari si accontenterebbero delle basi americane.

Pasquale Violi

larivieraonline.com

9 commenti

  1. carlo 5 marzo 2008 alle 15:14

    Leggo abbastanza “teribbile” questo articolo,preoccupante ancor più perchè fatto da uno del territorio.Occorre vedere le manifestazioni in piazza come momento di interscambio,festa,presenza…irrilevante quanto alla fine i numeri dicono(certo,meglio 10.000 che 100,meglio la botte piena e la moglie ubriaca….)quantomeno un poco fuorviante ragionare sui numeri e solo sui numeri.Non era una manifestazione sindacale a monte di uno sciopero generale,non era una manifestazione politica dove le sezioni si precettano,..è stata solo(credo)una giornata dove si è visto che altro ci potrebbe essere,che coraggio si deve avere…che ” si fa presto a dire pirla”,ma alla fine bisogna mettersi in gioco.E la “GOEL”credo che questo abbia fatto,e occorre essere intellettualmente onesti e riconoscerlo.Ecco,l’articolo mi indigna,io avvezzo e disincantato,per ciò che “dice e non dice”(e qua parecchi esempi potrei fare su questo modo di porsi!!)su/di questo consorzio.Ora,delle due l’una:o ci sei,e sei contento a prescindere,o ci fai…e allora viva la polemica..a prescindere!..meglio prescindere!!Sono stato 3 giorni a Locri..solo in piazza,ma mi sono divertito e ho un poco aperto la mente ormai rattrappita.Grazie

    Carlo

  2. Michela (Reggio Calabria) 4 marzo 2008 alle 22:47

    Il finale amaro e amareggiato di quest’articolo è l’unica osservazione che in parte traduce la stanchezza, la rabbia implosiva e la rassegnazione di una Calabria che non riesce, non vuole o non ha la possibilità di credere nella Speranza che una Vita al di fuori del sistema ‘ndrangheta sia possibile. La risposta a tanta disillusione non è scagliarsi contro i giovani provenienti dal Veneto, dall’Emilia, dalla Lombardia, dall’Abruzzo,che hanno a cuore la legalità e la Calabria e che per questo hanno fatto sentire la loro voce. Forse la risposta è farsi una domanda e iniziare o continuare una riflessione: “Perchè la Locride ha disertato”? …

    Mi ha ameraggiato quest’articolo in quanto è l’ennesima volta che si mette la testa sotto la sabbia, si strizza l’occhio alla ‘ndrangheta e si va a braccetto con una politica arrivista.

  3. Selene (Siderno, RC) 4 marzo 2008 alle 18:53

    Poteva essere benissimo risparmiato il paragone con il different, sabato a locri non era un rave party ma un modo per far sentire a gran voce, quella di una nazione intera, che tutti insieme uniti da un grande sogno possiamo sconfiggere il marciume che ci circonda e che parte proprio da questa nostra terra, uccisa dalla ‘ndrangheta ma ancor più dalle coscienze che tacciono per indolenza e servilismo. La gente è stanca è vero, troppe promesse non mantenute, ma non per questo bisogna smettere di lottare e credere in un cambiamento, soprattutto persone giovani come te Pasquale dovrebbero portare avanti questa lotta, ma evidentemente la cosa non ti tocca, evidentemente ti sta bene ciò che ti circonda. Scrivi di alternativa, ma prima ti sei documentato su chi è GOEL? sulle cooperative sociali? e su tutti gli enti che hanno firmato l’alleanza? Tutti loro sono già l’alternativa!

    Non è sicuramente (e fortunatamente) un’alternativa che parte dall’alto, abbiamo avuto esperienze a dir poco fallimentari oramai da decenni con quella, ma parte dal basso, è un’alternativa che ha le sue fondamenta nel lavoro onesto, nelle persone sane (spiritualmente e moralmente), nella fede di un SOGNO che anche se un passo alla volta e non velocemente può divenire realtà per le generazioni future. Io ringrazio tutti quei ragazzi che sono arrivati dalle regioni del nord per sostenerci, loro credono e i ragazzi della locride che fanno? continuano ad andare alle feste tanto è più semplice che sfilare a viso aperto in un corteo contro chi vuole solo una società malata di corruzione, e stare oltre 10 ore in una piazza ascoltando e sostenendo chi ha già iniziato a cambiare le cose.

    GRAZIE ITALIA!

  4. Federica Gagliardi (VARESE) 4 marzo 2008 alle 15:13

    Sono ancora Federica (quella di varese) e, se posso, vorrei aggiungere una cosa.

    In effetti Pasquale non è stato molto gentile con noi (condivido i commenti) però, vi prego non esprimiamo solo orgoglio ferito. Cerchiamo anche di capire cosa ci vuole dire: la n’drangheta riguarda tutta l’Italia, è vero, ma i calabresi stanno in prima fila (quella del fuoco), e noi, per fortuna e per il momento, ancora nelle retrovie.

    Se Pasquale è amaro verso di noi e verso tutto, avrà i suoi motivi (lo capisco meno quando attacca il Goel, gente che vive la sua stessa situazione, che però reagisce in maniera diversa … forse non condivide, ma perché attaccarli ?).

    Ma qui stiamo parlando solo noi, quelli venuti da fuori. Franco, quello che ha trovato l’articolo bellissimo ma che si chiede cosa bisogna fare per risvegliare la coscienza della Locride chi è ? Vive in Calabria ? Calabresi vi prego fateci capire, siamo qui per ascoltare. Parlate anche voi.

  5. soniachiare 3 marzo 2008 alle 22:35

    SPERO CHE CHI HA SCRITTO QUEST’ARTICOLO SIA SPINTO DALLA RABBIA DI UN FENOMENO SOCIALE QUALE LA ‘NDRANGHETA, CHE SI OSTINA A SVANIRE. MA NONOSTANTE TUTTO A VOLTE BISOGNA SFORZARSI DI CAPIRE E VEDERE ANCHE I PICCOLI CAMBIAMENTI..COME LA MANIFESTAZIONE DI SABATO. PERCHè SOLO QUESTI POTRANNO PORTARE ALLA SALVEZZA…è DAL BASSO CHE ARRIVANO I VERI CAMBIAMENTI NON DALL’ALTO..SE ASPETTI QUELLI CARO PASQUALE..STAI FRESCHO!CREDICI UN PO’ DI PIU’.CONCORDO CON I COMMENTI CHE HO APPENA LETTO..SIAMO TUTTI ITALIANI..E QUEST’ARTICOLO ANCORA UNA VOLTA EVIDENZIA CON UN FORTE CARICO DI RAZZISMO, CIO’ CHE è CALABRIA ED ESSERE CALABRESI..E CIO’ CHE è VENETO..ED ESSERE VENETI…MA SIAMO O NON SIAMO TUTTI ITALIANI? EFFETTIVAMENTE QUALCUNO SE L’è DIMENTICATO!

  6. matteo de benedittis (Reggio Emilia) 3 marzo 2008 alle 18:19

    Questo articolo è la replica più ovvia alla manifestazione di sabato.

    Vedete, è una questione di gioia.

    La vita si misura in gioie.

    La gioia l’ho vista negli occhi di Vincenzo Linarello, quando mi parlava. In particolare ho visto nei suoi occhi la gioia nella fatica, rarissima e preziosa.

    In questo articolo di gioia non ce n’è. E non ne dà.

    (Al contrario della risposta di Federica di Varese, che saluto). Umiliare le speranze, denigrare il coraggio e svilire l’impegno altrui sono le tipiche tattiche di chi ha paura. E la paura rende tristi.

    Non mi sento un eroe per essere venuto a Locri sabato.

    Ma quando uno mi chiede aiuto mi dà gioia darglielo, se posso.

    Noi di Reggio Emilia non ci sentiamo eroi, ma felici (come ci dicevamo ieri, al ritorno).

    La ‘ndrangheta pagherà anche gli stipendi ai calabresi, ma si compra in cambio la loro gioia.

    La mia, finchè Dio vuole, non è in vendita.

  7. elena 3 marzo 2008 alle 17:21

    brava federica!

    molto meno bravo chi ha scritto l’articolo…anche io mi sono fatta le mie belle 30 ore di pullman isieme a 150 persone della mia città (Reggio Emilia)!perchè? per dire “No” a quel cancro che si sta mangiando non solo la Locride, ma l’Italia intera, perchè l’edilizia nella mia regione è tutta in mano alla ‘Ndragheta, perchè la droga che sapcciano nei nostri locali e gestita dalla ‘ndragheta, perchè la nostra politica soffoca sotto il peso del favoritismo e del compromesso con la ‘ndragheta e con le massonerie deviate. da Italiana sono andata a manifestare perchè pago sulla mia pelle quello che succede in una regione della mia Nazione, perchè non so se te lo ricordi, ma siamo tutti italiani!

    siamo andati a Locri proprio perchè la gente della Locride trovasse il coraggio di aprire la finestra e di applaudire e cantare con noi, siamo andati giù perchè la smettano di sentirsi abbandonati e capiscano che non sono da soli! ti fa ridere? ti sembra stupido? peccato, perchè questo è l’unico modo per poter cambiare le cose!

    i poteri forti si dimenticano della calabria? è vero! ed è per questo che la gente “normale” quella onesta, che fa la fila agli sportelli, che riceve uno stipendio da fame è andata a manifestare alla gente delle Locride che “FACCIAMO IL TIFO PER LORO” e per noi stessi, per la legalità e l’onestà del nostro paese!!

    a quelli come te risponde che siete voi con la vostra mediocrità e le vostre finte risposte e il vostro sarcasmo vuoto e insignificante a relegare la NOSTRA terra nella situazione in cui è! ti auguro di cambiare idea, o almeno di imparare a laciare spazio a chi ama veramente questa terra ed è pronto a spendetrsi interamente per lei e di smetterla di avvelenare gli animi con questo fatalismo stupido e stagnante! hai ragione tu: è cominciata una rivoluzione, che parte dalla Valle D’Aosta e arriva fino alla Locride e in Sicilia, perchè è una lotta per la legalità che riguarda tutt’Italia.

    GRAZIE LOCRI!!!

  8. Federica Gagliardi (VARESE) 3 marzo 2008 alle 15:48

    Se ci siamo smazzati circa 30 ore di treno per venire a sostenere il GOEL che ci ha chiamati (pagando il biglietto alle FS e dormendo in 4 in uno scompartimento … che neppure ci conoscevamo), è evidente che pensiamo che nel Goel ci sono belle persone, persone che vale la pena di sostenere. Che ci volete fare, siamo persone che credono nei sogni, o almeno a quelli che nascono dalle persone belle, che vediamo che lottano per realizzarli.

    Io che sono venuta dalla Lombardia, colgo quindi l’occasione per dire grazie a quelle donne che che ci hanno accolto alla stazione ed indicato la strada per raggiungere il corteo, a quelli che hanno tenuto in nostri zaini mentre percorrevamo le vie di Locri, a quelle ragazzine che ci hanno salutato dalla scuola, a quelli che quando il corteo diceva "Tutta Locri batte le mani" dalle finestre battevano le mani con noi. Erano pochi ? Non saprei dire, comunque qualcuno dice che la qualità vale di più della quantità.

    Voglio ringraziare anche quelli che hanno pensato e preparato la scheda elettorale con i 10 punti di "io voto libero" (partiti, non ne sono stati nominati … e se qualcuno si sente offeso o escluso, va beh, è colpa sua); li ringrazio perché sono ottimi consigli, ed anche io, che voto in Lombardia, seguirò il decalogo che a Locri è stato stilato, e che Locri mi ha proposto. Infine ringrazio quelli che ci hanno ospitato e che ci hanno preparato il pasto, che ci hanno accompagnato con la macchina (non è male l’idea del businness da corteo antimafia … sono certa che ci si potrebbero fare soldi … forse qualcuno dei bar del centro un po’ ci ha marciato … però a quelli del GOEL dovreste spiegare che sarebbe meglio alzare un po’ i prezzi perché quello che ci hanno chiesto in cambio della loro ospitalità era davvero molto basso … se vorranno arricchirsi dovranno farsi un po’ più "furbi" di così). Infine un grazie speciale a quel signore, che abbiamo incontrato la domenica mattina mentre lavorava la terra intorno a casa sua, della manifestazione e del corteo non sapeva nulla, però ci ha offerto (gratis) una borsata di limoni ed arance … a lui il nostro grazie più sincero (noi lombardi non ci siamo abituati … avere merce senza pagare ??? inaudito !). In cambio dei suoi limoni profumati ci ha chiesto, di ricordarlo nelle nostre preghiere: sarà esaudito.

    A chi non c’era, e a te, che scrivi con tanto disincanto ed hai scelto come sfondo della pagina il nero, posso solo dire che, secondo me, non sai cosa ti perdi. La vita è molto più bella se colorata dei sogni del GOEL. Ma se preferisci così, io non discuto, ognuno è libero di sceglire e di vivere circondato dai colori che preferisce.

    GRAZIE LOCRI, soprattutta a quello colorata di sogni

  9. franco 3 marzo 2008 alle 11:12

    bellissimo articolo.

    ma come si deve fare per risvegliare la coscienza della locride???? possibile che la ndrangheta sia meglio del vivere civile?

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