CIRO’ (KR) – Per la terza volta sono stati riconosciuti colpevoli dello stesso omicidio e per la terza volta sono stati condannati a pene severissime. Il verdetto della corte d’assise d’appello di Catanzaro viene letto in aula dal presidente Commodari nel primo pomeriggio di lunedì: condanna al carcere a vita per i fratelli Giuseppe e Silvio Farao, 30 anni di reclusione per Cataldo Marincola. Ancora una volta, dunque, una sentenza statuisce che furono i tre cirotani, ritenuti i capi della potente organizzazione criminale denominata ‘locale di Cirò’, a deliberare l’omicidio di Mario Mirabile, ucciso diciotto anni fa a Corigliano Calabro nell’ambito di una guerra di ‘ndrangheta.
Un verdetto che accoglie quasi integralmente la richiesta di condanna all’ergastolo per tutti e tre gli imputati avanzata dal procuratore generale Grisolia nella sua requisitoria; i giudici si sono discostati di poco concedendo a Marincola le attenuanti generiche equivalenti che gli hanno evitato un ergastolo.
Per comprendere il loro ragionamento, comunque, è necessario attendere le motivazioni della sentenza che sarà depositata fra novanta giorni. Per il resto era un verdetto che il collegio di difesa, composto dagli avvocati Graziella Maietta, Giancarlo Pittelli e Tommaso Sorrentino, paventava.
I difensori, comunque, hanno già preannunciato un nuovo ricorso in Cassazione. Per il delitto Mirabile, infatti, il 61enne Giuseppe Farao, il 60enne Silvio Farao e il 47enne Cataldo Marincola sono stati condannati per due volte all’ergastolo in primo grado e per due volte sono stati assolti in appello nell’ambito di una tortuosa vicenda giudiziaria che ha preso le mosse dalla maxi operazione Galassia contro i presunti affiliati alle cosche del cirotano e della sibaritide.
L’ergastolo per lo stesso delitto, invece, è stato inflitto a Santo Carelli, ritenuto il capo del locale di Corigliano Calabro. Senonchè la Cassazione, a giugno del 2006, ha confermato solo la condanna per Carelli mentre ha annullato l’assoluzione che per la seconda volta era stata pronunciata nei confronti dei tre cirotani rinviando il processo davanti ad una diversa sezione della corte d’assise d’appello di Catanzaro. Nelle more del processo Carelli ha inviato una lettera al pg Grisolia assumendosi l’intera responsabilità dell’omicidio Mirabile e scagionando i cirotani.
ilcrotonese.it
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