19 marzo, 2008
“Buongiorno Locri”: continua la lettera di Federica. La terza parte, ovvero "Cosa ho visto e pensato"
Dopo l’arrivo in stazione, posati gli zaini, ci siamo diretti verso il punto di partenza del corteo. Gente ce n’era, ed io mi sentivo più leggera. Se fossero stati calabresi o “forestieri” non saprei dire, al momento neppure ci ho pensato. Se un punto debole c’era, pensavo fossimo noi, venuti da fuori. Il numero complessivo per me era (e resta) un mistero: in attesa di partire, arrampicandomi su un muretto vedevo gente tutto intorno a me, su tutta la strada, non arrivavo a vedere la coda … se avessi sparato un numero in quel momento avrei detto 500 … forse 1000; e mi sembrava tanto perché Locri non è Milano, nè Roma. Locri è una cittadina di circa 15.000 abitanti (!).
[Curiosità: vi elenco qui alcune delle cifre sulla partecipazione apprese nei giorni successivi:
2000-2500 è la cifra fornita dalle forze dell’ordine (secondo quanto riportato il giorno dopo da un giornale locale – mi sembra che il titolo del giornale fosse L’Osservatore).
5000 è invece la cifra riportata da Agora magazine (Leggi: www.agoramagazine.it).
Gli organizzatori parlano di 4000 persone al corteo, 6000 se calcolate su tutta la giornata (corteo+concerto); di cui circa 1500 le presenze stimate per i “forestieri”.
Vedete cosa vuol dire libertà? Ognuno può scegliere il numero che più gli piace (!).
Per quel che mi riguarda, 1000 (come i garibaldini!) vanno bene]
Ma torniamo sul “luogo del delitto”.
Ci eravamo incamminati da poco col corteo, quando abbiamo sentito un “ohoo !” venire d’alto. Da un edificio che sembrava una scuola, un gruppo di ragazzine si sporgeva da due finestre agitando le mani e abbiamo risposto al saluto. C’erano fotografi e telecamere che riprendevano tutti gli striscioni. Ho visto anche una telecamera della RAI [pensavo fosse quella del regionale calabrese, ma mi hanno poi detto che anche in Lombardia si era visto un flash della manifestazione (RAI 3 nazionale) … sarà vero ???].
Lo striscione che più mi è piaciuto diceva: “non è il nemico ad essere grande, siamo noi che lo guardiamo inginocchiati: alziamoci”.
Dietro di noi c’era un gruppo di donne che cantava (di tutto e di più), a me mettevano allegria. Ogni tanto, nel corteo, battendo le mani a ritmo, scandivamo: “Tutta Locri batte le mani”. Beh, sì, forse è un po’ stupido, però non proprio tutti a Locri lo hanno pensato. Ho visto infatti qualche persona affacciata alla finestra o sul balcone (poche per la verità, e donne, sempre e solo donne!) battere le mani a ritmo col corteo. Molte finestre (molte, moolte, mooolte di più) erano invece effettivamente chiuse. Io al momento non mi sono stupita, anche a Milano è così (qualche negozio tira giù pure le saracinesche). Ora invece, qualcuno di voi mi fa sapere, che è perché la maggior parte dei locresi non ci voleva. Va beh, ne prendo atto.
Ma, secondo me, la cosa più importante, quella che val la pena ricordare, quella che può cambiare davvero le cose, è il messaggio lanciato con “io voto libero” (a chi interessa: www.iovotolibero.it). Sono 10 punti con i consigli per un voto che sia una scelta vera, libera da ogni condizionamento. E qui anche io faccio una considerazione amara: purtroppo la legge elettorale in vigore non consentirà a nessuno, né al nord né al sud, di scegliere i singoli candidati. Questo è lo stato dei fatti e, seppur con rabbia, ne prendo atto.
I 10 principi elencati, restano comunque saggi, importanti e validi. Ringrazio chi li ha pensati e proposti: li ripasserò uno ad uno quando sarà il momento di votare, nel mio collegio in Lombardia. Perché c’è sempre un margine di scelta, ed io, il mio, lo userò fino in fondo; ricordandomi anche quali sono i partiti che, sordi al tentativo di Napolitano, mi costringono a rivotare con questa legge, limitando la mia libera scelta sulle persone. A proposito di io-voto-libero, volevo aggiungere che non solo mi è piaciuto il contenuto, ma, per quel che vale, anche il modo di confezionarlo [a tutti i partecipanti è stata distribuito un fac-simile di una scheda elettorale al cui interno, al posto dei partiti, sono elencati e spiegati i 10 punti]. Secondo me è segno che le persone che lo hanno proposto sono ricche di fantasia, oltre che sagge. E la mia stima aumenta ancora un po’.
Alla fine del corteo ci siamo trovati sulla piazza di Locri: e lì un dubbio ci ha assalito. Ma nel corteo, non eravamo di più? Era solo un’illusione ? La spiegazione (almeno parziale) l’ho trovata andando a prendere un cappuccio al bar: in molti avevano avuto un’idea simile alla nostra e giravano per le strade intorno alla pizza (la gente di un corteo la si riconosce anche quando il corteo è finito: alcuni avevano le schede elettorali in mano, altri gli striscioni, altri i palloncini …). Ritornati in piazza, tra discorsi, musica e tarantelle, pezzi teatrali riadattati per l’occasione, bancarelle con prodotti equosolidali, colombe fatte di foglie di ulivo, libri … il tempo è passato in fretta. Raccontare come/quanto/perché mi sono divertita sarebbe davvero troppo lungo. E ve lo risparmio.
Le cose dette dal palco sono state tante. Alcune più emozionanti, altre più piatte. Io ho battuto le mani sempre, a tutti i musicisti e a tutti gli oratori. Ho variato l’intensità dell’applauso ma ho applaudito tutti, li ho applauditi perché erano lì [questa precisazione è per spiegare che non siamo completamente privi di spirito critico, come forse vi abbiamo dato modo di pensare. Vedi articolo seguente: www.calabrianotizie.it].
Tra tutte le cose dette, per non annoiarvi troppo, io scelgo qui di ricordare solo il collegamento telefonico col Sindaco di Reggio Emilia: per mostrare che in Italia è arrivato il momento di una nuova Resistenza, la citta di Reggio Emilia darà alla gente di Locri (che si è spesa girando tutta Italia) una copia del primo tricolore (conservato appunto nella città di Reggio Emilia). Certo, un tricolore non è pane nè soldi, e qualcuno forse penserà che i simboli non riempiono la pancia e perciò non cambiano le cose. Da un certo punto di vista ha ragione (molto dipende dalle persone e dal valore che danno alle cose). Ma, secondo me, il gesto di Reggio Emilia vuole essere un segno di stima grande. E’ vero, non siamo venuti a riempire pance, ma a dire che la nostra stima per voi è più grande di quella che, voi, avete di voi stessi.
Per quanto riguarda invece il “pane”…
Io sto ripassando nella mente i miei amici per capire a chi potrei consigliare una vacanza nella struttura che ci ha ospitato. Il prezzo è molto buono, ma la struttura è un po’ spartana. Bisogna barattare la comodità di un bagno di lusso con il cibo (buonissimo ed abbondante !!!) e la gentilezza (!), ed il calore (!!) e la disponibilità (!!!) dei gestori. Bisogna capire che chiedere bagni di lusso, più grandi ed attrezzati, vuol dire (anche) aumentare i volumi delle costruzioni e trasformare questa bella costa ionica … la parte tirrenica (almeno per come l’ho vista dal treno) sembra molto più densa di costruzioni (non di lusso per la verità) … Comunque sarebbe un peccato che anche quella ionica diventasse così.
Questo dovrei spiegare ai miei amici nel consigliar loro di venire qui. Saprò farlo? [per il momento lo dico qui].
Sempre per quanto riguarda il “pane”: sulle bancarelle in piazza ho visto delle colombe che racchiudono in sè foglie di ulivo. A me sono piaciute molto, soprattutto per la simbologia spiegata nel biglietto accluso che collega colomba-pace-ulivo-Calabria. Ne ho comprate 3. Poi, visto che siamo vicini a Pasqua mi sono chiesta se ne potevo acquistare qualcuna anche per il negozio di prodotti equi dove vado qualche sabato.
Poi però non l’ho fatto: forse la simbologia che a me sembra così forte e bella qui, in mezzo a questa piazza, trasportata in Lombardia perde significato … io non ho molto feeling con il commercio … mi sono chiesta se prenderle lo stesso … se poi vanno, vanno, e se no pazienza. Poi ho pensato che era una azione troppo “buonista” anche per me … una cosa che toglieva dignità a chi le aveva fatte ….
Comunque ho le tre colombe con me, e, sul retro del foglietto, sono riportati i recapiti telefonici delle persone che le fanno. Le mostrerò a Paolo, che gestisce il negozio … magari lui trova che possono essere un prodotto di successo.
Va beh, lo avete capito: da me “pane”, poco.
Ma ho detto questo soprattutto perché volevo fare una domanda: la frase buttata addosso a quelli del Goel parlando del viaggio che hanno compiuto presso di noi [“ … il tour che quelli del Goel hanno affrontato nel tentavio di raccogliere un po’ di giustizia caritatevole e comprensione fuori regione, strizzando l’occhio anche a qualche buon accordo con cooperative extraterritoriali che porterebbero qualche buona chance nei prossimi mesi. Bisogna pur mangiare.” - Leggi tutto l'articolo: www.calabrianotizie.it -] è riferita a questa cosa che ho descritto? Sinceramente io non ci trovo nulla di sporco. Però, se mi spiegate meglio cosa intendete dire, cerco di capire e rimediare all’errore.
La manifestazione è terminata con un patto: ci siamo impegnati a sostenere l’attività di chi qui combatte contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate. L’impegno è stato preso facendo un applauso lungo: nel senso che chi applaudiva a lungo si impegnava. Ad alcuni forse apparirà ridicolo. A me, che ho applaudito (a lungo, come richiesto), mi sa invece che ora mi sono proprio fregata. Non sono pentita, anzi sono contenta. Ma anche un po’ spaventata.
Penso al discorso di Vincenzo Linarello, a Nando e a Teresa che ci hanno ospitato, alle donne della stazione, ai ragazzi che in piazza vendevano le colombe con le foglie di ulivo, alle ragazzine della scuola, al signore che, il giorno dopo la manifestazione, mentre scendevamo a piedi verso il mare ci ha regalato una borsata di limoni profumati [lui della manifestazione non sapeva nulla, ma ci ha donato limoni ed arance in cambio di un ricordo nelle nostre preghiere: merce senza denaro in cambio (!), non suona anche a voi come musica, questo “baratto”?].
Sì ho applaudito, sì sono contenta … ma ora ho bisogno di respirare profondo, tre volte.
(domani pubblicheremo la continuazione della lettera)
Leggi le parti precedenti della lettera: - Prima parte - Seconda parte
categorie: informazione
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