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Doppio voto, avviate indagini su alcuni rappresentanti di lista – Gli inquirenti hanno chiesto elenchi e qualche nominativo agli uffici elettorali dei Comuni

CATANZARO – Nessuna indagine a tappeto, ma qualche verifica sul presunto doppio voto dei rappresentanti di lista è in corso da parte dei carabinieri del capoluogo. Nel mirino l’ipotesi che qualche rappresentante di lista abbia espresso due volte la propria preferenza in occasione delle politiche e delle amministrative del 13 e 14 aprile scorso. I controlli dei militari dell’Arma si allacciano con quanto denunciato pubblicamente dall’on. Francesco Forgione già il pomeriggio del 13 aprile.

Gli inquirenti, secondo voci non confermate, stanno acquisendo, negli uffici elettorali di alcuni Comuni, gli elenchi dei rappresentanti di lista sia per le politiche sia per le amministrative che, a Catanzaro, hanno portato al rinnovo della presidenza e del consiglio provinciale.

I militari dell’Arma, in particolare, starebbero verificando il corretto comportamento dei rappresentanti di lista rispetto alla possibilità che qualcuno possa avere espresso due volte il voto. Il meccanismo sarebbe facile facile: i rappresentanti avrebbero potuto votare nel seggio dove svolgevano la loro funzione e poi nel proprio Comune di residenza, chiedendo un duplicato del certificato elettorale che in originale era già stato timbrato. Da qui l’acquisizione degli elenchi e, in alcuni casi, anche dei nominativi di cittadini che hanno fatto richiesta di duplicati del certificato elettorale. Il passo successivo degli accertamenti potrebbe essere il confronto incrociato fra i nomi per individuare, attraverso le liste elettorali dei seggi, eventuali persone che potrebbero avere usato questo meccanismo.

La legge consente al cittadino rappresentante di lista di votare fuori dal Comune di residenza, purché sia residente nel territorio provinciale ed esprima, ovviamente, solo il voto nel seggio dove risulta componente. L’inchiesta potrebbe, tra l’altro, allargarsi anche alla verifica di soggetti che risultano indicati come rappresentanti di lista e che potrebbero avere legami poco chiari con la criminalità organizzata. Per ora, in ogni caso, si tratta ancora di una prima fase di acquisizione di atti, che precede la verifica di ogni ipotesi investigativa. Al momento, la fase "esplorativa" dei carabinieri non risulta coordinata dalla Procura della Repubblica.

Il caso, come detto, era stato sollevato dall’on. Forgione. Una dettagliata segnalazione è stata avanzata anche al Ministero degli Interni da Pietro Donato Ippolito, in qualità di rappresentante di lista di Italia dei Valori al Senato e di candidato al rinnovo del consiglio provinciale. Ippolito ha citato quanto sarebbe accaduto in un ben preciso collegio della provincia, sollecitando una verifica «che può essere fatta consultando gli atti delle sezioni del seggio e dell’intero collegio». Le anomalie lamentate dal rappresentante di Italia dei Valori avrebbero riguardato tre partiti, dei quali sono stati indicati nomi e simboli. «Il rimedio a tale vergognoso fenomeno – aveva lamentato Ippolito – può essere quello di nominare come rappresentanti di lista soltanto elettori del collegio di appartenenza».

Giuseppe Lo Re

Gazzetta del sud

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