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Fine del carcere duro, Ruà lascia Spoleto – Dopo Franchino Perna, un’altra revoca della misura

COSENZA – Dopo Franchino Perna, il carcere duro è stato revocato anche per un altro esponente ritenuto di spicco della criminalità organizzata cosentina: Gianfranco Ruà, presunto braccio destro di Perna e al vertice dell’omonimo clan (Perna-Ruà), lascia il carcere di massima sicurezza di Spoleto in cui era rinchiuso dallo scorso mese di dicembre. Ovvero da quando la procura distrettuale antimafia aveva chiesto e ottenuto il 41 bis per una decina di imputati del processo “Missing”.

Il provvedimento, sollecitato dal difensore di Ruà, l’avvocato Massimo Petrone, è stato disposto dal Tribunale di sorveglianza di Spoleto. L’udienza si è svolta all’interno dello stesso carcere.

Le motivazioni della decisione non sono state rese note, ma l’avvocato di Ruà – come già aveva fatto prima di lui il difensore di Franco Perna, Concetta Santo – si è battuto per dimostrare l’assenza di attuale pericolosità dell’imputato.

Gli otto omicidi contestati a Ruà, infatti, risalgono a circa un ventennio fa. L’imputato sta scontando una condanna definitiva a 27 anni e mezzo di carcere per l’omicidio dell’imprenditore Pino Chiappetta, di cui è reo confesso.

laprovinciacosentina.it

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