30 aprile, 2008
Morte Eva Ruscio, Le cause: imperizia, imprudenza e negligenza
VIBO VALENTIA – Imperizia, imprudenza e negligenza da parte dei medici dell’ospedale. E poi un “intervento errato nella pratica della tracheotomia”. Sono queste, in base a quanto scrive oggi il quotidiano La Gazzetta del Sud, le conclusioni a cui sono giunti i periti nominati dalla Procura della Repubblica per accertare le cause della morte di Eva Ruscio, la 16enne morta il 5 dicembre 2007 durante un intervento di tracheotomia.
Nella relazione deposita due giorni fa- spiega La Gazzetta- i periti Pasquale Gugliano e Giuseppe Vacchiano, dell’Università di Benevento, sostengono che “è censurabile la condotta dei medici del reparto di Otorinolaringoiatria che vennero ad assumere nei confronti della patologia ascessuale alle tonsille presentata dalla ragazza” e, inoltre, “c’è stato un atteggiamento ingiustificatamente attendista, laddove il corretto approccio diagnostico-terapeutico imponeva una terapia antibiotica a più largo sprettro…».
Se così avessero fatto i medici dell’ospedale di Vibo Valentia, secondo i periti “si sarebbe validamente contrastata la grave evoluzione dell’ascesso, evitando che la situazione clinica precipitasse. Altrettanto censurabile, secondo quanto emerge dalla perizia, “la condotta degli anestesisti il cui approccio al caso in esame fu improntato ad una colpevole, imprudente sottovalutazione delle difficoltà del caso e venne a caratterizzarsi per un non condivisibile tentativo di intubazione con somministrazione di miorilassanti che nel caso in esame erano del tutto sconsigliati”.
Una scelta terapeutica che, secondo i periti, aggravò “l’equilibrio clinico della paziente. L’intervento dell’otorino – si legge nelle conclusioni della perizia – fu poi del tutto errato in quanto non solo nel tentativo di effettuare una tracheotomia percutanea venne a infliggere il trocar in una sede del tutto inadeguata ma, anche quando praticò successivamente l’incisione dei tegumenti, non riuscì a reperire, nei ripetuti tentativi attuati, la trachea.
L’otorino, credendo di infliggere il trocar in trachea, sezionò l’esofago e i tessuti contigui, fino a raggiungere i corpi vertebrali della V, VI e VII vertebra. Una tale condotta appare caratterizzata da una non corretta e non adeguata manualità…”.
(Apcom)
categorie: Notizie Vibo Valentia, sanità
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