CATANZARO – Quello di cui è rimasto vittima Gino Benincasa, l’imprenditore ittico di 64 anni, di Lamezia Terme, è solo il terzo degli agguati eccellenti compiuti nelle ultime settimane in Calabria. Il 26 marzo, lungo la superstrada Catanzaro-Lamezia Terme è stato ucciso l’imprenditore incensurato Antonio Longo, di Soverato, amministratore delegato di una società che stava realizzando lavori sulla Trasversale delle Serre e che avrebbe dovuto partecipare all’assegnazione di lavori per l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Sempre gravissime ma stabili sono le condizioni di Antonino Princi, l’imprenditore di 45 anni di Gioia Tauro (Reggio Calabria), ferito nell’esplosione di un ordigno ad alto potenziale comandato a distanza e collocato sotto la sua automobile. Nella deflagrazione, l’uomo che è tuttora ricoverato negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria ha avuto amputati gli arti superiori e inferiori e ha perso la vista.
La Dda di Reggio Calabria aveva chiesto nei suoi confronti una richiesta di misura cautelare per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Oggi l’agguato a Benincasa per il quale è certa la pista del regolamento di conti tra cosche mafiose.
(Ansa)
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