CROTONE – Avrebbero voluto intascare tangenti dalle imprese interessate alle operazioni di bonifica del sito industriale di Crotone. E invece hanno rimediato una condanna. Si è concluso così il processo a carico di Francesco Marino, 71 anni, di Rende, funzionario dell’Arpacal, l’agenzia regionale protezione ambiente Calabria, e dell’imprenditore privato Paolo Gabriele, 40 anni, di Marano Principato, entrambi accusati di tentata concussione ai danni di un geologo crotonese.
In particolare il Tribunale di Crotone (Mingrone presidente, Di Girolamo e Manuel a latere) hanno inflitto 2 anni e 8 mesi di reclusione a Marino, 2 anni di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) a Gabriele. I due imputati sono stati difesi dall’avvocato Giuseppe Napoli.
La vicenda, denunciata dalla stessa vittima sulle pagine de "Il Crotonese", risale al 2003, quando i due uomini, su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, vennero sottoposti agli arresti domiciliari dal gip Dello Iacovo. Marino e Gabriele, sostanzialmente, avrebbero voluto imporre le loro condizioni alle imprese ed ai professionisti locali interessati dalle attività di bonifica dell’area industriale, inserita nel programma nazionale di ripristino ambientale.
Tutte le imprese già ubicate all’interno di questa grande fetta di territorio erano tenute a realizzare, a proprie spese, appositi piani di ‘caratterizzazione’: in poche parole ad effettuare analisi dei terreni per verificarne il grado di inquinamento e, di conseguenza, ottenere il via libero dal ministero dell’Ambiente.
La Regione, che aveva il compito di monitorare le attività di caratterizzazione effettuate dai privati, ha delegato all’Arpacal, ex Pmp di Cosenza, l’incarico di sovrintendere alle operazioni di caratterizzazione e di procedere alle analisi dei campioni di terreno prelevati.
Ed è a questo punto che entrano in scena Francesco Marino, dirigente dell’ex settore chimico del Presidio multizonale di prevenzione di Cosenza, poi incorporato nell’Arpacal, e l’imprenditore Paolo Gabriele.
Secondo le accuse i tentativi di concussione sarebbero stati messi in atto in diverse fasi delle operazioni. Innanzitutto Marino avrebbe ‘proposto’ alle imprese interessate il noleggio di una sonda di proprietà della società Geomega sas, della quale era titolare Paolo Gabriele, per eseguire le operazioni di prelievo dei campioni di terreno.
E ancora consigliando laboratori di sua fiducia per le analisi sui campioni di terreno che le imprese erano tenute ad effettuare privatamente; Gabriele, infine, forte dell’appoggio di Marino, avrebbe preteso dalle imprese una somma di denaro per garantire la velocizzazione e l’esito favorevole delle pratiche presso l’Arpacal.
Uno degli episodi cui fanno riferimento le indagini è quello che risale al maggio 2003, quando Marino e Gabriele si sarebbero presentati sul cantiere dell’Ilpa dove il giorno dopo avrebbero dovuto essere effettuati i sondaggi.
Ad accoglierli c’era il geologo Mattace che aveva avuto incarico dall’Ilpa di redigere il piano di caratterizzazione. Il funzionario avrebbe manifestato a Mattace il desiderio che a fare i sondaggi fosse l’azienda di Gabriele.
ilcrotonese.it
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