30 maggio, 2008 

Gambizzato in pieno giorno e in pieno centro – Salvatore Talarico, titolare di una rivendita di ortofrutta, ferito nel corso di un agguato di tipico stampo mafioso. Se la caverà in 30 giorni

CATANZARO – Non hanno sparato per uccidere, ma per ferire. E soprattutto per avvertire, con il più classico dei sistemi della malavita: i colpi di pistola dritti alle gambe. Un uomo di 43 anni, Salvatore Talarico, è stato colpito ieri mattina da tre proiettili, che lo hanno centrato ad un polpaccio, a una coscia e al gluteo. A sparare, intorno alle 10, è stata una persona scesa da un grosso scooter, a bordo del quale lo aspettava un complice.
L’aggressore, con il volto coperto da un casco integrale, si è avvicinato al bancone della rivendita di prodotti ortofrutticoli gestita da Talarico ed ha fatto fuoco tre volte, pare con un revolver. Portata a termine la missione, il giovane è tornato verso lo scooter e si è dileguato insieme al compare. Talarico, colpito alle gambe, è stramazzato al suolo tra le urla di spavento di numerosi testimoni. Immediatamente sono giunti i soccorsi ed il ferito pè stato trasportato in ospedale da un’ambulanza del “118″.

Il fatto è avvenuto in una zona centralissima della città, in piazza Montenero angolo via Nunzio Nasi, dove l’obiettivo dei feritori gestisce una rivendita di prodotti ortofrutticoli. Talarico si trova tuttora ricoverato nel reparto di chirugia dell’ospedale Pugliese. Le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione; si parla addirittura di una prognosi di una trentina di giorni.

Sull’episodio indagano gli agenti della Squadra mobile della Questura, al comando del dirigente Francesco Rattà e del responsabile del servizio centrale operativo Saverio Mercurio. Le prime ricostruzioni degli inquirenti confermano l’impressione che chi ha sparato non volesse uccidere; le modalità dell’agguato, infatti, non avrebbero lasciato scampo a Talarico qualora si fosse davvero deciso di eliminarlo.

Secondo la Polizia, l’episodio potrebbe essere inquadrabile in un regolamento di conti nell’ambito della piccola criminalità locale, anche se nel passato di Talarico non risultano fatti di rilevanza tale da orientare decisamente le indagini. Non è escluso neppure che la gambizzazione sia maturata per contrasti nel settore lavorativo di Talarico, ma su quest’ipotesi gli inquirenti mantengono – naturalmente – il più stretto riserbo.

Le indagini sono ancora all’inizio. Ovviamente gli inquirenti hanno già sentito alcuni testimoni, nella speranza di ottenere qualche elemento utile all’eventuale individuazione dei giovani che hanno sparato. È stata ascoltata anche la moglie di Talarico, che al momento dell’agguato si trovava in compagnia dell’uomo ed avrebbe quindi assistito alle fasi dell’agguato da un punto d’osservazione privilegiato. Essenziale, per la ricostruzione dei fatti, sarà la versione che verrà fornita da Talarico, che dovrebbe essere interrogato già nelle prossime ore, non appena le sue condizioni cliniche le permetteranno.

Nessuna traccia, finora, nè della pistola utilizzata per ferire (pare che si tratti di un revolver) nè del grosso scooter impiegato per avvicinare la vittima e poi fuggire in mezzo al traffico cittadino.

L’agguato, avvenuto in una zona particolarmente frequentata, ha destato molta preoccupazione tra la gente. Fra l’altro, i feritori hanno operato in pieno giorno, in un momento in cui alla rivendita di frutta e verdura gestita da Talarico si sarebbe potuto avvicinare chiunque. A memoria d’uomo, nel bel mezzo del mattino e in pieno centro cittadino non sono mai accaduti fatti del genere: Catanzaro – ormai viene ripetuto da varie parti – non può più essere considerata un’isola felice.

Trenta postazioni autorizzate

Secondo i datiin possesso delle associazioni di categoria, sono complessivamente trenta le postazioni autorizzate dal Comune per la rivendita ambulante di prodotti ortofrutticoli sul territorio cittadino.

La mappadegli ambulanti autorizzati spazia in tutta la città, dall’estrema periferia nord fino a Catanzaro Lido.

Recentementel’amministrazione comunale è stata destinataria di una diffida, a firma dell’avv. Luigi Ciambrone, che contesta la presunta illegittimità dei recenti provvedimenti che, nella sostanza, avrebbero assimilato i commercianti ambulanti agli esercenti a posto fisso.

Le indaginisul ferimento spaziano a 360 gradi.

Giuseppe Lo Re

Gazzetta del sud

categorie: Notizie Catanzaro, cronaca

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