CROTONE – I soldi della sovvenzione globale avrebbero dovuto risollevare le sorti della vecchia Cellulosa Calabra finanziando un progetto sperimentale per la produzione di linters da cotone; un progetto la cui realizzazione era stata affidata ad un’impresa nuova di zecca, la Cellulosa 2000, che però ha finito per ingoiare senza alcun risultato un finanziamento pubblico di oltre diciassette miliardi di vecchie lire, lasciando per strada un centinaio di lavoratori. Una storia che parte da lontano, addirittura dal 1998, ma che solo di recente ha richiamato l’attenzione della magistratura inquirente.
E’ a giugno del 2007, infatti, che la Guardia di finanza riceve la delega dal sostituto procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni a indagare sulla vicenda; sei mesi prima, intanto, la Cellulosa 2000, dopo una lenta agonia punteggiata da vertenze, denunce e polemiche, era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Crotone.
I primi risultati dell’indagine svolta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza sono approdati in questi giorni sul tavolo del pm Bruni e parlano di un articolato sistema di collusioni fraudolente tra imprenditori di primissimo piano a livello nazionale aventi ramificazioni anche all’estero, funzionari pubblici appartenenti a diverse amministrazioni, tutti protesi ad accaparrarsi finanziamenti pubblici nazionali e comunitari attraverso la distrazione delle relative somme di denaro con conseguente pregiudizio non solo dell’economia locale ma soprattutto dei livelli occupazionali dei lavoratori che costituiscono i soggetti maggiormente danneggiati. Lo strumento di distrazione dei fondi è avvenuto anche attraverso l’utilizzazione di società lussemburghesi che costituiscono i beneficiari finali di parte dei fondi pubblici distratti.
Tanto è bastato al pm Bruni per iscrivere sul registro degli indagati dieci persone: dai vertici delle società coinvolte ai funzionari che avrebbero dovuto sorvegliare sul corretto utilizzo dei finanziamenti pubblici, nei cui confronti vengono ipotizzate le accuse di bancarotta fraudolenta, malversazione a danno dello Stato, falso.
Si tratta di Aldo Bonaldi, 49enne di Cremona, proprietario della Società Finanziaria Cremonese S.A., società di diritto lussemburghese che controllava la Cellulosa 2000 e della quale, dunque, era amministratore di fatto; Gaetano Lumare, 58 anni, di Crotone, presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Cellulosa 2000; Antonio Cigoli, 54enne di Cremona, amministratore unico della Naco; Giuseppe Bombardiero, 59 anni, di Crotone, e Michele Giaquinta, 57 anni, di Crotone, componenti del comitato di controllo e vigilanza per la sovvenzione globale di Crotone; Giuseppe Gallo, 65 anni, di Crotone, e Matteo Ambrosio, 35 anni, di Crotone, responsabili amministrativi della Cellulosa; Antonio Messina, 62 anni, di Crotone, direttore dello stabilimento Cellulosa 2000; Guarino Graziano di Napoli e Roberto Simeone di Caserta, rappresentanti della società di monitoraggio costituita da Cofiri spa e Grapho srl.
Secondo la ricostruzione della fiamme gialle tutto inizia quando la società Prisma 2000 acquista dalle Cartiere Miliani Fabriano il pacchetto di maggioranza della Cellulosa Calabra e quote della Naco International, che possiede i brevetti di un processo ecologico per la produzione di cellulosa.
Le azioni di Prisma 2000 sono possedute al 40 per cento dalla Società finanziaria cremonese con sede in Lussemburgo, al 40 per cento dalla Barguzin Holding Danmark con sede a Copenaghen e al 20 per cento dalla Escotec Sdn. Bhd con sede a Kuala Lumpur, Malaysia.
La Società finanziaria cremonese fa capo a Bonaldi ma successivamente la maggioranza passa alla famiglia Gavazzi (che detiene anche il controllo della Barguzin, cassaforte della stessa famiglia Gavazzi); la Escotec è un partner finanziario che fa capo ad una banca araba della Malesia. Nella compagine societaria entra anche la Fincalabra in rappresentanza della Regione Calabria.
Nel dicembre 1998 Prisma 2000 e Cellulosa 2000 firmano il contratto di finanziamento con Crotone sviluppo che prevede un contributo in conto capitale di 17.145.880.000 lire. Crotone sviluppo affida all’associazione temporanea di imprese Cofiri Sovis spa e Grapho srl il monitoraggio dell’iniziativa e il rispetto degli obblighi contrattuali. A cominciare dal termine per l’ultimazione dell’investimento fissato al 31 dicembre 2001.
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