CROTONE – Il presunto capo dell’omonima cosca di Papanice a Crotone, Pantaleone Russelli, è indagato per l’omicidio di Luca Megna, avvenuto alla vigilia di Pasqua nell’ambito della faida tra le due cosche. Russelli è stato fermato con altre due persone e, secondo quanto si è appreso, è sottoposto ad indagine anche per l’omicidio di Megna nel quale rimasero ferite anche la moglie e la figlia di quest’ultimo.
Il coordinatore della Dda di Catanzaro, Mario Spagnuolo, ha espresso “soddisfazione per l’operazione che ha portato al fermo di uno dei capi della cosca dei Russelli che si contrappone a quella dei Megna. Subito dopo il primo omicidio abbiamo avviato una intensa attività investigativa che ci ha portato anche quest’ultimo risultato”.
E’ stato rintracciato a Imola, Pantaleone Russelli, di 35 anni, fermato dalla polizia di Stato nell’operazione contro le cosche di Papanice di Crotone. Russelli, che è ritenuto il capo dell’omonima cosca, è stato trovato in una abitazione della città emiliana. Al momento del fermo i poliziotti hanno riscontrato a Russelli ha un trauma ad una delle due gambe, elemento che fa ipotizzare che abbia partecipato all’agguato nel quale fu ucciso Luca Megna e ferite la moglie e la figlia di quest’ultimo.
Luca Megna, infatti, al momento dell’agguato era a bordo della sua Fiat Panda con la moglie e la figlia e dopo i primi spari la vittima, nel tentativo di fuggire, riuscì ad investire uno degli autori dell’agguato. Russelli, subito dopo l’omicidio di Megna si era reso irreperibile.
Sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsioni i tre fermati nell’ambito dell’ operazione della polizia di Stato a Crotone. Pantaleone Russelli, ritenuto il capo dell’omonima cosca; Domenico Elia e Domenico Pace, hanno compiuto, secondo gli investigatori, con modalità mafiose, una estorsione nei confronti di un imprenditore di Crotone.
(Ansa)
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