LAMEZIA TERME – Ha sulle spalle una condanna a 30 anni per omicidio in primo grado, e da ieri ad Antonio Gualtieri potrebbe arrivarne un’altra a 18 anni per avere fatto il boss dell’omonima cosca. Sott’accusa anche Pasquale Torcasio, considerato il capo di un altro clan affiliato ai Gualtieri ed ai Giampà. Contro di loro ed altre 10 persone dello stesso clan lametino si è pronunciato ieri il pubblico ministero Gerardo Dominijanni, chiedendo pene che vanno da un massimo di 18 anni di galera ad un minimo di 2. Il processo si svolge con rito abbreviato davanti al Gup distrettuale del tribunale catanzarese Antonio Rizzuti.
Gli arresti sono scaturiti da un’operazione condotta dalla polizia nel marzo dell’anno scorso che fece luce su una serie di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti e sull’attentato intimidatorio del 24 ottobre 2006 all’officina della famiglia Godino in via Perugini. In quell’occasione bruciò l’intera palazzina in cui c’erano le abitazioni dei proprietari. L’incendio durò due giorni perchè l’officina era adibita anche a deposito di pneumatici.
Sotto processo oltre ai due presunti giovani boss, sono imputati Luciano Cimino, che ha appena 21 anni, Massimo Crapella (di 35) e Pasquale Gullo (37). Per loro il pm ha chiesto 18 anni di galera. 16 anni di reclusione sono stati chiesti per Roberto Calidonna (23), Cesare Gualtieri e Pasquale Torcasio (28). Il pm ha poi chiesto la condanna a 12 anni per Michele Caruso (33) e Giuseppe Ranieri; a 8 anni per Giuseppe Andrea Tutino e ad un anno e dieci mesi per Valerio Morena.
Gualtieri, Cimino e Crapella sono stati condannati a 30 anni per l’omicidio di un muratore 22enne lametino, Domenico Torchia, preso a botte e bruciato vivo sul greto di un torrente due anni fa. Torchia secondo i clan avrebbe tradito organizzando un attentato omicida contro Antonio Gualtieri in cui il condannato a morte rimase ferito. Non fallirono invece i killer dei Gualtieri che agirono per vendetta: Cimino e Crapella secondo l’accusa prima ammazzarono Torchia e poi il suo presunto complice Giuseppe Catanzaro.
(v.l.)
Gazzetta del sud
1 commento
massimo 11 giugno 2010 alle 12:46
FATEMI PARLARE CON UN GIORNALISTA
HO TANTE COSE DA DIRE.
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