gio, 09 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 14 ospiti, 2 bot

Lamezia, Torcasio-Gualtieri, oggi la sentenza ieri pomeriggio l’omicidio Cittadino – Processo davanti al Gup distrettuale di Catanzaro

LAMEZIA TERME – Oggi la sentenza di un processo in cui sono imputati i presunti capoclan dei Gualtieri e dei Torcasio, ieri l’omicidio di Bruno Cittadino, 37 anni, imparentantato con la famiglia Gualtieri. C’è attinenza tra questi due fatti? Si potrà avere una risposta solo dagli investigatori, per i quali non sarà facile risalire ai killer di Cittadino per sapere se quello di ieri pomeriggio in via Duca d’Aosta sia stato un sanguinoso regolamento di conti tra clan.

Di certo c’è che oggi il giudice distrettuale di Catanzaro si pronuncia su pesanti accuse nei confronti di 12 presunti affiliati del clan. Antonio Gualtieri, uno degli imputati, ha sulle spalle una condanna a 30 anni per omicidio in primo grado, e potrebbe arrivarne oggi un’altra per avere fatto il boss dell’omonima cosca. Sott’accusa anche Pasquale Torcasio, considerato il capo di un altro clan affiliato ai Gualtieri ed ai Giampà.

Contro di loro ed altre 10 persone dello stesso clan lametino si è pronunciato lunedì scorso il pubblico ministero Gerardo Dominijanni, chiedendo pene che vanno da un massimo di 18 anni di galera ad un minimo di 2. Il processo si svolge con rito abbreviato davanti al Gup distrettuale del tribunale catanzarese Antonio Rizzuti.

Gli arresti sono scaturiti da un’operazione condotta dalla polizia nel marzo dell’anno scorso che fece luce su una serie di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti e sull’attentato intimidatorio del 24 ottobre 2006 all’officina della famiglia Godino in via Perugini. In quell’occasione bruciò l’intera palazzina in cui c’erano le abitazioni dei proprietari. L’incendio durò due giorni perchè l’officina era adibita anche a deposito di pneumatici.

Sotto processo oltre ai due presunti giovani boss, sono imputati Luciano Cimino, che ha appena 21 anni, Massimo Crapella (di 35) e Pasquale Gullo (37). Per loro il pm ha chiesto 18 anni di galera. 16 anni di reclusione sono stati chiesti per Roberto Calidonna (23), Cesare Gualtieri e Pasquale Torcasio (28). Il Pm ha poi chiesto la condanna a 12 anni per Michele Caruso (33) e Giuseppe Ranieri; a 8 anni per Giuseppe Andrea Tutino e ad un anno e dieci mesi per Valerio Morena.

Gualtieri, Cimino e Crapella sono stati condannati a 30 anni per l’omicidio di un muratore 22enne lametino, Domenico Torchia, preso a botte e bruciato vivo sul greto di un torrente due anni fa. Torchia secondo i clan avrebbe tradito organizzando un attentato omicida contro Antonio Gualtieri in cui il condannato a morte rimase ferito. Non fallirono invece i killer dei Gualtieri che agirono per vendetta: Cimino e Crapella secondo l’accusa prima ammazzarono Torchia e poi il suo presunto complice Giuseppe Catanzaro.

L’incendio della palazzina di Giò Godino e dei suoi figli fu spento dopo due giorni e suscitò molto scalpore e sconcerto. Qualche giorno dopo l’attentato in città ci fu prima una grande manifestazione che coinvolse oltre 5 mila persona sfilate in corteo per le vie principali. Subito dopo i commercianti lametini decisero la prima serrata contro il racket, alla quale aderirono tutti i rappresentanti della categoria abbassando le loro saracinesche, ed esprimendo la loro protesta pubblicamente e con coraggio.

Vinicio Leonetti

Gazzetta del sud

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.