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Obama si ispira a Gioacchino da Fiore – La città di San Giovanni in Fiore pronta ad accogliere il candidato alla Casa Bianca

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – La Calabria invita Barack Obama a visitare l’abbazia dove sono custodite le reliquie del mistico medievale Gioacchino da Fiore. Il sindaco di San Giovanni in Fiore e il Centro Studi Gioachimiti, a quanto apprende l’ADNKRONOS, hanno contattato, nel giorno della Convention di Denver, le associazioni italo-americane per l’eventuale viaggio del candidato alla Casa Bianca nel piccolo paese silano. Il Comune di San Giovanni in Fiore vuole omaggiare Obama, consegnandogli la cittadinaza onoraria, perche’ per ben tre volte, durante la sua campagna elettorale, ha citato Gioacchino da Fiore, l’abate silano fondatore nel XII secolo dell’ordine florense e caro a Dante, che nella Divina Commedia lo definisce ‘il calavrese di spirito profetico dotato’.

Nei suoi discorsi il candidato democratico ha fatto riferimento a questa grande figura di religioso e iniziato medievale chiamandolo “maestro della civilta’ contemporanea” e “ispiratore di un mondo piu’ giusto”. “Conosco questi riferimenti e richiami – dichiara all’ADNKRONOS l’antropologo Aldo Civico, esperto di Relazioni Internazionali e docente alla Columbia University che lavora nello staff del senatore afroamericano – ma non sono io ad avergli fatto conoscere Gioacchino da Fiore o ad avergli ispirato queste citazioni. E’ stata una autonoma scoperta culturale da parte di Obama”.

”Siamo pronti ad accogliere Obama – dichiara il sindaco Antonio Nicoletti – Ci inorgoglisce che il candidato alla Casa Bianca si sia ispirato a Gioacchino da Fiore. E’ un personaggio molto amato e conosciuto da eminenti studiosi europei, soprattutto tedeschi, francesi, e paradossalmente americani. In Italia invece salvo il nostro Centro studi gioachimiti lo e’ meno”.

E intanto a San Giovanni in Fiore si attende il nulla osta vaticano per la causa di beatificazione. Nulla osta che dovrebbe arrivare tra un anno. Le commissioni della Santa Sede sono infatti al lavoro per studiare i tre faldoni da mille pagine circa, inviati dall’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, che analizzano la figura di Gioacchino sotto l’aspetto storico, teologico e medico.

Vista la rilevanza del personaggio, gli atti saranno esaminati non solo dalla Congregazione dei Santi ma anche da altri organismi della Santa Sede, tra cui la Congregazione della dottrina della fede che avra’ il compito di valutare la vicenda che lo vide accusato di eresia per poi essere riabilitato come profeta. Il vescovo della diocesi di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, ha accompagnato l’invio dei documenti con una lettera che ha letto personalmente al Papa Benedetto XVI in occasione di una visita.

La curia sta infatti cercando di accelerare il processo con una serie di azioni necessarie alla causa di beatificazione, tra cui l’esame medico dei resti umani. Un osso di Gioacchino da Fiore era stato inviato a Miami, in Florida, per l’esame al carbonio 14 che ha dato un risultato positivo, datando il resto tra il 1180 e il 1220, a cavallo degli anni della sua morte. Il segretario di mons. Nunnari che ha seguito la prima fase, don Enzo Gabrieli, riferisce che la curia e’ “impaziente” di ottenere il nulla osta che consentira’ al vescovo di aprire l’inchiesta diocesana.

“Di certo – dichiara don Enzo Gabrieli – e’ una figura di cui abbiamo visto riconosciuta l’importanza e il culto in otto secoli. Negli Acta Sanctorum, Gioacchino appare gia’ come beato pur non essendolo e c’e’ anche nei calendari al 30 marzo”.

“Gioacchino e’ un personaggio affascinante per tanti motivi – ricorda Riccardo Succurro uno dei membri del Centro studi gioachimiti ed ex sindaco di San Giovanni in Fiore – un personaggio che ha avuto contatti con Costanza d’Altavilla, l’ultima regina normanna, e dal punto di vista storico ha vissuto il passaggio tra Svevi e Normanni. Poi e’ stato riconosciuto come grande profeta per il fatto che sapeva leggere nel passato e interpretare il futuro”.

La fama profetica di Gioacchino da Fiore e’ illustrata, secondo gli studiosi, nel ‘libro delle figure’: concepite e disegnate dal mistico in tempi diversi, le ‘figurae’ vennero raccolte nel ‘Liber figurarum’ nel periodo successivo alla sua morte, avvenuta nel 1202. L’opera e’ oggi contenuta in tre codici: quello di Oxford, di Reggio Emilia e di Dresda. Il piu’ antico e’ il manoscritto di Oxford, prodotto dall’Officina scrittoria di un monastero calabrese, probabilmente l’abbazia di San Giovanni in Fiore, tra il 1200 e il 1230.

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