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Altro morto ammazzato in Lombardia – Il genero di un boss della ndrangheta ucciso con un colpo alla testa

SAN GIORGIO SUL LEGNANO (MI) – Un colpo di pistola alla nuca come in una classica esecuzione malavitosa. E’ morto cosi’ nella campagne alla periferia di San Giorgio sul Legnano (Milano), Cataldo Aloisio, 34 anni, arrestato nel 2001 perche’ ritenuto vicino alla ‘ndrina di Ciro’ Marina. La vittima era il genero del capomafia di Ciro’ Giuseppe Farao, attualmente in carcere. A trovare il cadavere, alle 8.30 di sabato scorso, alcuni operai pronti a raggiungere un cantiere vicino.

Nessuno avrebbe notato la scena dell’omicidio che, probabilmente, e’ stato messo a segno la notte di venerdì. Sara’ l’autopsia a stabilire a quando risale il decesso, mentre saranno i carabinieri a ricostruire le sue ultime ore di vita. Ancora da chiarire perche’ l’uomo, residente in Calabria, era in zona.

Il 14 luglio scorso, sempre nel Legnanese, a San Vittore Olona, era stato ucciso Carmelo Novella, presunto capo dell’omonima cosca calabrese di Guardavalle. In quel caso due killer lo avevano raggiunto all’interno di un bar crivellandolo di colpi.

(Afe/Gs/Adnkronos)

1 commento

  1. federica (varese) 29 settembre 2008 alle 13:16

    In Lombardia la mafia non c’è … sono episodi localizzati … il tessuto sociale è sano. Lo dicono (ohimè) diversi amministratori pubblici lombardi: l’ultima volta l’ho sentito dal vicesindaco di Milano a proposito dell’otomercato milanese. E io che pensavo che dopo Falcone e Borsellino i tempi de "la mafia non esiste" fossero definitivamente finiti ! Mi ero sbagliata, è solo stata modernizzata la formula. Ora si dice: la mafia esiste, ma non qui.

    Questi morti ammazzati però raccontano una storia diversa.

    Non sono però necessari i morti ammazzati per saperlo: la Commissone Parlamentare Antimafia (vd. libro ‘Ndrangheta di Forgione), nella sua relazione, dice che la lombardia è la 4º regione (dopo Sicilia, Calabria e Campania) per immobili sequestrati alla malavita organizzata. E che in lombardia il territorio è spartito tra le "famiglie" , esattamente come in Calabria:

    a Milano e hinterland opera attivamente la Cosca Morabito- Palamara – Bruzzaniti, che, tra 1′altro, «utilizza» varie società aperte presso l’ ortomercato per fare arrivare nella metropoli ingenti «carichi di neve», la cui domanda si è capillarmente diffusa tra i vari ceti sociali.

    a Monza le «famiglie» Mancuso, Iamonte, Arena e Mazzaferro;

    a Bergamo, Brescia e Pavia le «famiglie» Bellocco e F acchineri;

    a Varese, Tradate e Venegono le «famiglie» Morabito e Falzea;

    a Busto Arsizio e Gallarate la «famiglia» Sergio

    Ad essere sincera leggendo, nel libro di Forgione, citati nomi di luoghi a pochi Km da casa mia, sono caduta dalle nuvole anch’io. Perciò, posso prendermela solo con i politici locali troppo distratti ?

    Cmq. di recente ho scoperto anche una buona notizia: i ragazzi di "ammazzatecitutti" sono presenti anche in Lombardia. Questo vuol dire, che non tutti sono "distratti", quindi c’è ancora speranza. Peccato che pochi giorni fa ho letto (su calabrianotizie) che hanno mille difficoltà e sono a rischio chiusura; spero proprio che invece resistano (e che la gente li aiuti resistere !!!).

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