LAMEZIA TERME – Ottanta attentati, solo nell’ultimo periodo, sono stati compiuti ai danni di imprese impegnate in grandi opere e che non si sono piegate ai ricatti della ‘ndrangheta. Il dato e’ contenuto in uno studio realizzato dalla Fillea-Cgil nazionale presentato oggi, a Lamezia Terme, nel corso di un convegno su infrastrutture, sviluppo e legalita’ nelle zone a maggiore infiltrazione della criminalita’ organizzata nel quale si evidenzia la necessita’ di ”rafforzare la presenza dello Stato nel territorio”.
Lo studio della Fillea parte dal gap infrastrutturale ”che fa dell’Italia il fanalino di coda in Europa sia per realizzazione di ferrovie che di rete autostradale e metropolitane” per sottolineare la necessita’ di colmare questo divario tra l’Italia ed il resto dell’Europa e tra il Mezzogiorno ed il resto del Paese.
Le grandi opere, dunque, sono viste come opportunita’ di crescita e di sviluppo del Sud purche’, sottolinea la Fillea ”siano garantite trasparenza, legalita’ e qualita’, rinsaldando il legame tra lo Stato e le sue articolazioni, le istituzioni locali, la societa’ civile, gli imprenditori onesti, affermando regole certe sugli appalti e sulla realizzazione delle opere, garantendo i diritti e le tutele, la sicurezza e la dignita’ del lavoro”.
Lo studio evidenzia la ”nuova offensiva delle cosche nei confronti dello Stato e delle imprese che operano nei cantieri. Sono stati piu’ di 80 gli attentati ad imprese ed in uno sono stati incendiati gli alloggiamenti dei lavoratori, sfiorando la tragedia”.
(Ansa)
1 commento
Carmelo Putorti 28 ottobre 2008 alle 00:59
contro gli attentati alle imprese impegnate alle “Grandi opere” in Calabria, rimane solo l’invio dell’esercito italiano.
Cosi’ si posso accellerare i lavori e nello stesso tempo garantire il completamento dell’A3 in tempo piu breve.
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